La fotografia emersa dalla Commissione Trasparenza e Legalità racconta una partita amministrativa che procede molto più lentamente di quanto previsto sulla carta, mentre restano aperte le domande sui tempi, sulle garanzie e sui costi dell’operazione.
Il contratto di concessione e quel progetto che non c’è
Il contratto di concessione all’Università dell’edificio dell’ex Banca d’Italia a Latina è stato sottoscritto il 13 febbraio 2025.
L’accordo prevedeva che la progettazione degli interventi di riqualificazione, condivisa con il Comune di Latina, fosse trasmessa per l’approvazione entro 60 giorni dalla firma. Una scadenza che avrebbe dovuto portare il progetto sul tavolo dell’amministrazione nell’aprile dello scorso anno.
Invece, nella nota trasmessa dalla Sapienza alla Commissione emerge che il percorso è ancora fermo a una fase preliminare: sono in corso le verifiche strutturali propedeutiche alla progettazione integrata dell’edificio.
La questione è stata sollevata in Commissione Trasparenza dalla presidente della commissione, Maria Grazia Ciolfi, che ha messo a confronto il cronoprogramma previsto dall’accordo con lo stato attuale dell’operazione:
«Ci è stato spiegato dal consigliere e ingegnere Porzi che si tratta di tempi tecnici. Ma allora la domanda è inevitabile: perché nell’accordo sottoscritto dalle parti è stato previsto un termine di 60 giorni per la presentazione del progetto?».
A essere messo in discussione è il funzionamento stesso delle clausole fissate nell’accordo. L’articolo 8 stabilisce infatti che l’eventuale revoca sia legata a un termine che decorre dall’approvazione del progetto.
E qui si apre un cortocircuito temporale: se il progetto non viene presentato e approvato, il termine non comincia a decorrere. Di conseguenza, resta sospesa anche la possibilità di arrivare alla scadenza prevista per l’eventuale revoca.
Le tempistiche bloccate
È un meccanismo che rende il passaggio dalla progettazione all’avvio effettivo dei lavori ancora più importante. Anche perché il Consiglio comunale aveva già affrontato il tema delle tempistiche. Il Movimento 5 Stelle aveva sollevato le proprie perplessità sull’inizio e sulla conclusione degli interventi e aveva presentato un emendamento poi approvato: una volta avviati, i lavori dovranno essere completati entro 18 mesi dall’avvio.
Ma anche questo cronometro, per ora, resta fermo. I 18 mesi inizieranno a decorrere soltanto quando i lavori saranno effettivamente partiti. Ma finché non c’è approvazione del progetto, i lavori non partono. E allo stesso modo, secondo la ricostruzione emersa in Commissione, il termine dei sei mesi previsto per l’eventuale revoca resta collegato all’approvazione del progetto.
Il risultato è una sequenza di scadenze che, senza il passaggio decisivo dell’approvazione progettuale, non entra realmente in funzione.
Sul tavolo c’è poi un altro numero, forse ancora più concreto: 136.297,24 euro all’anno.
Soldi ancora non incassati
136.297,24 euro all’anno è la cifra complessiva dei canoni previsti per gli immobili interessati dall’accordo. Per l’ex Banca d’Italia il canone annuo è fissato in 86.539,50 euro ogni anno.
E anche sul fronte economico la situazione presenta una particolarità. L’assessora ha riferito in Commissione che gli interventi di manutenzione ordinaria effettuati dalla Sapienza non saranno oggetto di scomputo dal canone. Al momento, inoltre, non risulta essere stato corrisposto alcun canone, in attesa che vengano realizzati interventi di manutenzione straordinaria che potranno eventualmente essere portati in compensazione.
L’ex Banca d’Italia, insomma, si trova al centro di una partita che mette insieme patrimonio pubblico, università, riqualificazione urbana e risorse economiche. Un edificio di grande rilievo per la città, sul quale l’amministrazione ha costruito un’operazione destinata a incidere sul futuro di uno degli immobili più significativi del centro di Latina.
Ma oggi, a 595 giorni dalla firma, il dato più evidente è che il progetto non è ancora arrivato alla fase prevista dall’accordo.
Restano le verifiche strutturali. Restano da completare gli approfondimenti necessari alla progettazione integrata. E restano da definire gli interventi e, soprattutto, resta da far partire quel conto alla rovescia che dovrebbe portare dalla carta al cantiere.
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