L’Amministrazione sostiene che le assegnazioni siano avvenute nel rispetto della normativa regionale, del bando Erp del 2023 e delle caratteristiche degli appartamenti. Al centro della ricostruzione ci sono soprattutto la superficie delle abitazioni, pari a 45 metri quadrati, e la loro conformazione interna.
Il caso degli alloggi Ater di via Selene a Latina
La vicenda riguarda i nuovi alloggi Ater realizzati in via Selene, nel quartiere Pantanaccio a Latina. La consegna delle abitazioni ha aperto nelle scorse settimane un confronto politico sulle modalità di assegnazione.
A sollevare dubbi era stata, tra gli altri, Latina Bene Comune. Il movimento aveva chiesto maggiore trasparenza sull’utilizzo della graduatoria e sui criteri applicati dal Comune. La contestazione aveva assunto un rilievo particolare anche per la presenza, tra gli assegnatari, di una donna indicata come parente di un esponente di un noto clan rom di Latina.
Il Comune di Latina aveva già difeso la regolarità della procedura. Ora l’Amministrazione torna sull’argomento con una ricostruzione più dettagliata dell’iter seguito per l’assegnazione.
Il Comune: assegnazioni nel rispetto della normativa vigente
Secondo quanto comunicato dall’Amministrazione comunale di Latina, l’assegnazione degli alloggi Ater di via Selene è avvenuta «nel pieno rispetto della legge regionale 12/1999, del regolamento regionale numero 2/2000 e del bando 2023 per l’assegnazione degli alloggi Erp».
Il Comune precisa che i criteri non sono stati applicati in modo astratto. Nell’assegnazione si è tenuto conto anche della tipologia dimensionale e di quella strutturale degli appartamenti disponibili.
È proprio questo, secondo l’Amministrazione, l’elemento che ha determinato l’individuazione degli assegnatari.
Gli appartamenti da 45 metri quadrati
Il primo elemento riguarda le dimensioni delle abitazioni. Gli alloggi in questione hanno una superficie di 45 metri quadrati.
Secondo il Comune, in base alla normativa richiamata, questa caratteristica consente l’assegnazione esclusivamente a nuclei monopersonali e/o monoparentali.
La superficie disponibile avrebbe quindi rappresentato un primo vincolo nella scelta dei destinatari. Non sarebbe stato possibile utilizzare indistintamente gli alloggi per tutti i nuclei presenti nella graduatoria.
L’Amministrazione sottolinea che la dimensione degli appartamenti deve essere considerata insieme alle altre caratteristiche previste dalla normativa regionale.
La questione della disabilità motoria
Un secondo elemento riguarda la conformazione degli alloggi.
Il Comune spiega che la struttura delle abitazioni non sarebbe adeguata a persone con disabilità motoria. Lo stesso sarebbe stato comunicato formalmente dall’Ater e illustrato durante la commissione Servizi sociali del 5 maggio 2026.
L’Amministrazione richiama quindi quanto emerso in quella sede per spiegare perché alcune categorie di persone non sarebbero state considerate compatibili con questo specifico gruppo di appartamenti.
La stessa valutazione viene estesa alle persone che necessitano di accompagnamento. Secondo il Comune, la superficie disponibile e la presenza di due soli vani renderebbero infatti gli alloggi non adeguati a questa esigenza.
La tipologia di alloggi ha determinato l’ordine delle assegnazioni
Nella ricostruzione dell’Amministrazione entra anche la delibera di giunta numero 140 del 2026.
Le categorie speciali individuate con quel provvedimento, spiega il Comune, sono risultate destinatarie degli alloggi proprio sulla base delle caratteristiche degli appartamenti.
L’assegnazione, dunque, è stata una conseguenza dei requisiti previsti dalla normativa e delle caratteristiche concrete delle abitazioni. Non sarebbe stata una selezione effettuata sulla base di valutazioni personali o discrezionali.
Il Comune di Latina spiega che la tipologia degli alloggi, sia sotto il profilo dimensionale sia sotto quello strutturale, ha determinato l’ordine delle assegnazioni.
«L’assegnazione non avrebbe potuto avere diverso esito»
È questo il passaggio centrale della nuova presa di posizione dell’Amministrazione:
«La tipologia di alloggi, sia a livello dimensionale che strutturale, ha dunque determinato le assegnazioni che non sono superabili da qualsiasi altra determinazione».
L’Amministrazione ricorda inoltre che l’argomento era stato illustrato durante la commissione Servizi sociali del 5 maggio 2026, alla presenza dei referenti dell’Ater.
«L’ordine dell’assegnazione, pertanto, non avrebbe potuto in alcun modo avere diverso esito», ha ribadito il Comune di Latina.




















