Il provvedimento è stato firmato dal giudice Paolo Bertollini dopo il ricorso presentato dalla famiglia del minore.
I genitori hanno contestato la decisione del Comune di Aprilia di assegnare al ragazzo soltanto cinque ore settimanali di assistenza scolastica, a fronte delle quindici ore indicate dagli organismi competenti.
Negato un diritto fondamentale
Nel Decreto cautelare il Tribunale evidenzia come il Piano Educativo Individuale adottato dalla scuola per l’anno 2026-2027 preveda quindici ore settimanali di assistenza specialistica, suddivise in dieci ore di assistenza Oepac e cinque ore di Comunicazione Aumentativa Alternativa (Caa).
La stessa valutazione risulterebbe confermata anche dal Gruppo operativo per l’inclusione, mentre il Comune di Aprilia aveva riconosciuto soltanto cinque ore di supporto.
Secondo il giudice, l’erogazione di un servizio sensibilmente inferiore rispetto a quello indicato nel Piano educativo individualizzato rischia di compromettere diritti fondamentali della persona, a partire dal diritto allo studio e dal pieno sviluppo della personalità.
Un elemento che, unito all’avvio già avvenuto dell’anno scolastico, ha giustificato l’adozione di un provvedimento urgente senza attendere il contraddittorio tra le parti.
La decisione del Tribunale
Per questo motivo il Tribunale ha ordinato al Comune di Aprilia di garantire immediatamente al minore le quindici ore settimanali di assistenza specialistica previste per l’anno scolastico 2026-2027.
La vicenda non è comunque conclusa. Il giudice ha fissato una successiva udienza per il 22 ottobre. In quella data il Tribunale esaminerà le posizioni delle parti e si valuterà la conferma o l’eventuale revoca del decreto cautelare.
Il Movimento 5 Stelle contesta la politica delle Commissarie
Spiega l’attivista del Movimento 5 Stelle Andrea Ragusa che ha portato a galla la vicenda:

Ad Aprilia, le difficoltà amministrative della città non possono essere scaricate sulle persone con disabilità e sulle loro famiglie.
Il Comune è oggi retto da una Commissione straordinaria non per dissesto finanziario, ma in seguito allo scioglimento per condizionamenti e infiltrazioni della criminalità organizzata: proprio per questo servono responsabilità, trasparenza e una particolare attenzione verso i cittadini più fragili.
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