«Sabaudia, questa città in stile razionale, non parla alla ragione bensì all’immaginazione… mi ricorda l’Africa, per me la cosa più bella che esiste al mondo». Così veniva decantata Sabaudia dal grande scrittore del novecento, Alberto Moravia, il quale la scelse come meta ideale di riflessioni, idee creative ma anche di soggiorni ristoratori nella sua “villa del venerdì”, situata sulle dune del litorale. La scoprì agli inizi degli anni 60, fu un amore talmente viscerale da accompagnarlo fino alla fine dei suoi giorni, nel settembre del 1990. Egli amava sedersi sulla terrazza della sua casa lasciandosi trasportare dalla bellezza del panorama: la linea dell’orizzonte, il cielo terso ed il fascino delle dune erano fonte d’ispirazione per la sua anima sensibile. E forse è stato proprio questo grande attaccamento affettivo alla splendida città pontina a spingere la moglie Carmen Llera Moravia, dopo 25 anni dalla sua scomparsa, a donare la piccola biblioteca conservata tra le mura di quella casa estiva, alla biblioteca comunale di Sabaudia. La proposta è stata accettata con orgoglio dal Comune, in quanto è andata ad arricchire un pregevole settore già presente all’interno della biblioteca Comunale con una raccolta di opere dell’autore, tradotte in varie lingue e donate dall’associazione Fondo Alberto Moravia. L’operazione di lascito è stata curata dalla dott.sa Daniela Carfagna, caposettore al turismo, alla cultura e allo spettacolo, nonché sostenitrice e promotrice di progetti riguardanti non solo Moravia, ma tutto il panorama culturale – sociale del territorio sabaudiano. Sfogliando quei libri è possibile trovarvi le tracce del legame che l’autore aveva con gli intellettuali del suo tempo. Facile è imbattersi, aprendo le prime pagine dei libri, nei pensieri dedicati a lui o a Dacia Maraini: c’è la dedica di Carlo Cassola, quelle di Italo Calvino e quella del dissidente Panagulis sulle due copie del libro ”Vi scrivo da un carcere in Grecia”, curioso vedere come su alcuni testi ci siano frasi da lui sottolineate con aggiunta di commenti personali. Sfogliando quei libri, quello che emerge oggi è che Sabaudia, la città tanto amata e venerata dal celebre scrittore razionalista, gode di una ricchezza e di un privilegio assoluto: l’esclusività della sua mente, dei suoi pensieri ma soprattutto del suo cuore.
Augusta Calandrini
28/09/2016





















