Ora, il Comitato – con una lettera all’assessorato regionale ai trasporti – torna alla carica affinché venga rivisto l’orario invernale che entrerà in vigore il 15 dicembre. Nel nuovo orario si riscontra una riduzione delle corse giornaliere, con eliminazione del 12194 alle 8:32 da Nettuno (e che raggiunge Aprilia alle 9.07), l’eliminazione di una corsa tra le 20 e le 21, lo spostamento di 35 minuti in avanti dei treni pomeridiani da Termini, in particolare gli attuali 12209 delle 16:07, 12211 delle 17:07 e 12217 delle 20:07, treni che notoriamente viaggiano sovraffollati. Una decina di migliaia di pendolari dovranno ritardare il rientro a casa di oltre mezz’ora. Nella fascia di punta del mattino, tra il 12192 e 12194 è prevista un’attesa di 75’. Per il 12184, il ritardato arrivo a Roma comporta per tanti lavoratori l’impossibilità di timbrare alle 7:00, già attualmente impresa ardua. Attualmente, così come nella proposta, il treno impiega dai 60 ai 90 minuti per percorrere 60 km, al netto dei ritardi. Una situazione assurda: invece di andare avanti… si va indietro. Aumentano i pendolari e si riducono le corse, le carrozze, i servizi.




















