UN COMUNE CHE CONTROLLI DAVVERO
Mai più Latina succube di lobbisti e furbetti della monnezza. Adesso basta davvero con il Comune controllore sulla carta, ma di fatto assoggettato ai diktat di società private e cordate politico-affaristiche. Un imperativo al quale l’amministrazione guidata dal Sindaco Damiano Coletta sembra non voler rinunciare. Neanche adesso che è sfumato il tentativo di far gestire il settore rifiuti e igiene urbana all’Ente con una sua società, ossia con affidamento “in house”, ovvero gestita direttamente dal Comune.
Colpa del naufragio della Latina Ambiente, la municipalizzata del Comune capoluogo dichiarata fallita lo scorso dicembre, dopo anni di coma e false cure: la nuova normativa introdotta con il cosiddetto Decreto Madia vieta agli Enti locali con società partecipate fallite di costituire nuove società nei cinque anni dal fallimento stesso.
Non mancano gli scettici o i dissidenti nella compagine colettiana: qualcuno preferirebbe affidare al mercato la scelta di un nuovo gestore del servizio igiene urbana. Chissà se riusciranno a individuare e proporre qualche esempio di società sana, leale, con una storia di vera concorrenza e servizio efficiente al servizio degli Enti pubblici, magari senza tariffe truccate. «La nostra intenzione – spiega l’Assessore all’ambiente di Latina, Roberto Lessio – non cambia: vogliamo un Comune che davvero controlli, non un Ente controllore solo sulla carta».
GESTIONE COMUNALE VERA
Rilanciare la strategia ‘autarchica’ di una gestione autonoma controllata dal Municipio è possibile, oltre che doveroso, secondo Lessio, probabilmente il massimo conoscitore delle vicende dei rifiuti a Latina e non solo, dai tempi delle discariche abusive, al grande azzardo della Latina Ambiente, tra inquinamento, partite truccate e giochi elettorali, fino ai giorni nostri, passando per i casalesi. Come ovviare all’impossibilità per il Municipio del capoluogo di dotarsi di una società tutta sua per governare da sé il settore rifiuti?
«La nostra idea si chiama azienda speciale – spiega l’Assessore al Caffè -, che è un soggetto diverso dalle partecipate, in quanto non è una società ma si configura come un braccio operativo dell’Ente locale: il Comune pianifica e dispone, ed essa esegue. Questa potrebbe essere una via percorribile. È chiaro che va discussa e approfondita».
MENO POLTRONE PIÙ EFFICIENZA?
Dare ulteriori dettagli non è possibile, Lessio non si sbilancia. Ma su come far funzionare in concreto l’eventuale nuovo organo del Municipio prospetta qualche ipotesi: basta costosi Consigli di amministrazione, «saremmo orientati ad affidare l’azienda speciale ad un amministratore unico scelto mediante bando pubblico, ovviamente con stipendio di legge». E il lavoratori? «Opererebbe con circa 200 dipendenti assorbiti dalla Latina Ambiente, più un rinforzo dovuto alla necessità di procedere in modo serio con la raccolta differenziata ‘porta a porta’, che richiede più personale. Assorbirebbe inoltre diversi interinali e alcuni lavoratori di cooperativa che si occupano del cosiddetto riassetto del servizio, praticamente fanno il ripasso con la ripulitura definitiva vicino ai cassonetti». Sì, però, quando poi il ‘porta a porta’ sarà decollato in modo capillare ovunque, i cassonetti andranno tolti. «Quando ciò avverrà – replica Lessio – anche questi operai si occuperanno della raccolta a domicilio».
Nulla è deciso, ma i tempi dovranno essere brevi, dato che il 30 giugno prossimo cesserà a tutti gli effetti l’esistenza in vita della Latina Ambiente. Altro dato certo, ormai, è il funerale della discarica di Borgo Montello: «Lì non arriveranno più rifiuti», ribadisce l’Assessore Lessio.
Ulteriore conferma arriva dalla Regione, che ha archiviato la richiesta di ampliamento della Indeco, uno dei due gestori dell’ecomostro. Mentre la parte di discarica gestita da Ecoambiente è esaurita dall’estate scorsa.
«L’Ufficio regionale competente mi ha confermato la possibilità di riattivare il canale finanziario per bonificare l’invaso Szero della discarica di Borgo Montello: 850mila euro già stanziati e dei quali risultano molti meno, circa la metà, non è stato mai rendicontato il computo esatto – spiega l’Assessore all’ambiente Lessio –. Probabilmente non basteranno ma ci stiamo attivando in Regione per dare compimento all’opera. Controlleremo ciò che è stato fatto finora e tutti gli sviluppi». Quella bonifica dovrebbe farla la Ecoambiente Srl, società titolare dell’invaso, che dice di non avere più soldi per decontaminare l’area ammorbata sulle sponde dell’Astura. Si tratta di un impegno che aveva assunto nel 2009, quando la Regione le autorizzò un mega-ampliamento, un impianto TMB e il compostaggio. L’invaso Szero era gestito all’epoca dal Comune di Latina che nel 1987 lo chiuse. 30 anni dopo, ancora si attende la bonifica…






















