«Non siamo a conoscenza di cosa sta parlando il quotidiano La Repubblica e siamo certi che hanno commesso una grave leggerezza nell’articolo, che parla di indagini ed avvisi di garanzia sulla vicenda del caro estinto – hanno scritto Bruschini e Placidi in una nota –. Non abbiamo ricevuto avvisi di garanzia e siamo completamente all’oscuro della vicenda. Ovviamente, a tutela dell’immagine dell’amministrazione e della città di Anzio, abbiamo dato incarico di sporgere immediatamente denuncia-querela per diffamazione nei confronti del quotidiano e del giornalista che ha firmato l’articolo». Lunedì 17 il sindaco ha formalmente richiesto un incontro con il Procuratore di Roma e nella mattinata di giovedì 20 marzo ha avuto notizia dalla Procura di Roma di non essere coinvolto nell’inchiesta.
Comunque, insieme a Placidi, hanno dato mandato a un legale di denunciare il quotidiano «La Repubblica» per diffamazione. E martedì 18 lo stesso Primo Cittadino aveva annunciato denunce e querele, «con ingenti richieste di risarcimento», a chiunque «diffonderà notizie in riferimento alla pubblicazione dell’articolo di Repubblica sul caro estinto, che per quello che mi riguarda è completamente privo di fondamento. Ho dato mandato ai miei legali di raccogliere articoli di stampa, commenti Facebook e articoli su testate online che trattano la vicenda e che, quindi, ledono la mia immagine di persona onesta. Lo stesso farò con il Pd di Anzio, nella persona del suo Segretario, per il grave, strumentale e lesivo comunicato stampa diffuso in queste ore».

























