Ascensori inutilizzabili per giorni, anziani e disabili costretti a percorrere a piedi fino a nove rampe di scale, topi nelle aree comuni, giardini esterni completamente al buio e scantinati ammuffiti e trasformati in discariche. E’ questo il desolante ambiente in cui sono costretti a vivere i residenti del lotto 49 delle case popolari di via Pierluigi Nervi. L’ultima criticità si è registrata mercoledì 22 febbraio quando, nella scala E del lotto, l’unico ascensore disponibile è stato fermato dalla ditta che cura la manutenzione perché guasto. L’elevatore è stato riparato nel fine settimana ma per tre giorni le persone con difficoltà motorie sono state costrette in casa. L’ultima volta era successo l’estate scorsa quando però il braccio di ferro tra inquilini e Ater era andato avanti per diverse settimane. Già, perché la manutenzione delle parti comuni spetterebbe di regola a chi abita le case popolari. Peccato che, soprattutto nel lotto 49 e nella scala interessata dai disservizi in particolare, il tasso di insolvenza superi il 50 percento. Di 33 appartamenti infatti solo 26 sono assegnati (almeno tre sarebbero quelli occupati abusivamente). Di queste 26 famiglie, però, solo 12 pagano regolarmente il condominio. Una spesa di circa 28 euro al mese, a cui va aggiunto il canone che, per le fasce meno abbienti è di soli otto euro. Una cifra minima che i nuclei familiari particolarmente in difficoltà non riescono a sostenere. L’insolvenza, tuttavia, ha in altri casi la parvenza di una scusa che fa leva su un sistema farraginoso e che sembra premiare chi non rispetta le regole. Basta d’altra parte passeggiare nei parcheggi esterni dei cosiddetti palazzoni per imbattersi in Mercedes, Bmw e Audi. In molti appartamenti è presente la parabola satellitare e molti sono gli uomini e le donne che ammettono, limpidamente, di avere un lavoro che li occupa gran parte della giornata. Nonostante questo, però, il condominio (per il patrimonio Ater è più corretto parlare di autogestione) non viene pagato con un debito che ora sfiora i 29 mila euro. A causa di ciò non solo l’intero piazzale è al buio ormai da settimane ma gli ascensori, qualora si rendesse necessario una sostituzione anche minima, non possono essere riparati fino a quando l’Ater, per il rispetto delle famiglie in regola con i pagamenti, non interviene in prima persona con fondi propri. A essere cadute nel vuoto sono anche le lettere di costituzione della messa in mora inviate ai morosi con l’ente che spesso si ritrova con le mani legate. Molto spesso, infatti, gli assegnatari risultano ufficialmente nullatenenti con l’ente che non riesce di fatto a far decadere il diritto alla casa popolare. Diverse, infine, le situazioni di dubbia legalità presenti in quel lotto, con diversi appartamenti occupati o da discendenti di assegnatari deceduti oppure da famiglie appartenenti o vicine al clan Di Silvio. Al netto delle situazioni di estrema indigenza, tuttavia, anche in via Pierluigi Nervi potrebbero presto concretizzarsi gli effetti del protocollo d’intesa tra Questura e Ater che dal luglio del 2016 ha portato all’individuazione e conseguente liberazione di 25 appartamenti popolari occupati, alcuni dei quali risultano già riassegnati.
08/03/2017






















