Antennopoli non fa vivere sereni i residenti nei Castelli Romani. Preoccupati soprattutto quelli di Rocca di Papa. L’inquinamento elettromagnetico prodotto dalla selva di ripetitori che affolla Monte Cavo crea inquietudini e di spostare le antenne da quel sito se ne parla da tempo, senza grandi risultati. Il deputato Gianfranco Sammarco, del Nuovo centrodestra, ha lanciato ora un sos a quattro ministri. L’onorevole ha chiesto di trovare una volta per tutte una soluzione ai ministri dei beni culturali, Dario Franceschini, della salute, Beatrice Lorenzin, dell’ambiente Gian Luca Galletti e dello sviluppo economico, Federica Guidi. Un intervento serio, del resto, è atteso da decenni, considerando che sono trascorsi oltre 30 anni dall’installazione dei molti tralicci di emittenti radiofoniche e televisive a Monte Cavo. Nell’estate di tre anni fa, l’Arpa Lazio ha poi registrato il superamento dei limiti nelle emissioni elettromagnetiche da parte di numerosi ripetitori delle radio. “Su tale situazione – ha specificato Sammarco – la Procura della Repubblica di Velletri risulterebbe aver aperto un fascicolo d’indagine teso a verificare la violazione o meno dei suddetti limiti”. Senza contare che la Regione, già nel 2008, ha stabilito che tutte quelle antenne devono essere delocalizzate. E poi l’aspetto più inquietante: “Numerosi casi di tumori, leucemie ed altre patologie minori stanno provocando a Rocca di Papa decessi e malati cronici”. L’esponente dell’Ncd ha così chiesto ai quattro ministri, nell’interrogazione presentata, di garantire il diritto alla salute dei cittadini di Rocca di Papa, di promuovere una ricerca epidemiologica, di appurare se le diverse antenne siano compatibili con i vincoli presenti sulla zona e se sia loro noto per quali motivi non è ancora stata compiuta l’attesa delocalizzazione.
22/03/2014























