Omicidio stradale: con il nuovo disegno di legge fino a 21 anni di carcere
La macchina può diventare un’arma se usata nel modo sbagliato. La pensano così moltissimi italiani che chiedono giustizia per le vittime della strada che potevano essere evitate.
Vogliono l’introduzione del reato di omicidio stradale, intermedio tra omicidio colposo e volontario, come deterrente alla sicurezza stradale ed unico modo per rendere giustizia alle famiglie degli ‘uccisi’. Data la delicatezza dell’argomento, non è semplice rendere legge la volontà dei cittadini. È per questo che ad oggi sono tanti i disegni di legge presentati in Parlamento, che differiscono per piccoli particolari. Il 25 marzo è stata la volta del senatore pontino del Pd, Claudio Moscardelli.
ANCHE CON GRAVE COLPA OGGI QUASI TUTTI LIBERI
Sembra impossibile a credersi ma, nonostante un terzo delle morti in strada sia riconducibile all’“omicidio stradale”, sono davvero pochi i colpevoli che finiscono in carcere. Chi ha ucciso qualcuno alla guida sotto l’effetto di sostanze stupefacenti, di ebbrezza alcolica (tasso alcoolemico superiore a 0,8 g/l), guidando al doppio della velocità consentita o non fermandosi a prestare soccorso, quasi sempre resta a piede libero. La pena prevista, ad oggi, va solamente da 3 a 10 anni. Rarissimi i casi in cui si applica il massimo della pena ed innumerevoli quelli in cui, grazie alle attenuanti, viene ridotta sotto i 3 anni.
ORA PENE MOLTO PIù SEVERE
Con l’introduzione dell’articolo 577-bis sull’omicidio stradale ci sarebbe una rivoluzione epocale, che in altri paesi del mondo è già nero su bianco da tempo: colui che sale in macchina dopo aver bevuto o dopo essersi drogato e provoca la morte di una vita umana, sconterebbe il reato di omicidio stradale. Niente più buona condotta, niente più scarico delle proprie responsabilità: la pena dai 6 ai 16 anni, quindi con prigione sicura. Stessa cosa per coloro che guidano superando del doppio il limite di velocità o che non si fermano a prestare soccorso. La pena può essere aumentata fino al triplo (21 anni di carcere) se nell’incidente muoiono più persone.
ADDIO PATENTE DI GUIDA
Altro cambiamento, forse il più difficile da ottenere, riguarda la patente di guida. Nel disegno di legge partito da Latina compare scritto che dopo la revoca a seguito di condanna definitiva non è più possibile conseguire la patente per colui che ha ucciso qualcuno alla guida in tali condizioni. Per chi provoca invece una lesione personale colposa, c’è la sospensione della patente da 15 giorni a 3 mesi e, se la lesione è grave o gravissima, da 3 mesi ad 1 anno. Se dalla lesione personale deriva una malattia nel corpo o nella mente, la reclusione va dai 2 ai 18 mesi.
Questi cambiamenti si intendono, ovviamente, solo per i casi specificati. Per il resto rimarrebbe l’omicidio colposo, colpa cosciente, ma non voluta.
TROPPE LE VITTIME DI CHI GUIDA INCONSAPEVOLMENTE Nettuno, 2006 Tre le persone uccise da un 30enne che ha percorso 12 chilometri della Pontina contromano. Tor San Lorenzo, 2008 Batute Oueslati, 13 anni, stava attraversando la strada per gettare l’immondizia quando è stata investita da una donna che non l’ha soccorsa e si è preoccupata invece di nascondere l’auto. Artena, 2010 Un 17enne romeno, alla guida senza patente, uccide un 41enne che era in macchina con moglie e figlio di 12 anni, anche loro feriti. Fugge senza prestare soccorso. Latina, 2012 Stava facendo rientro a casa Alessia Calvani, 15 anni, quando un pirata della strada l’ha uccisa a bordo di una macchina rubata. Alle spalle dell’investitore un altro omicidio uguale. Campo di Carne, 2013 Stella, 9 anni, muore sulla Nettunense. A provocarne il decesso un 21enne romeno senza patente lanciato in un sorpasso a folle velocità. Aveva assunto alcool e cocaina. Aprilia, 2013 Sulla Pontina una vettura imbocca la strada contromano provocando un incidente che coinvolge altre quattro auto. Muore un 63enne di Pomezia.
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