Alla conduttrice Licia Colò Daniele ha raccontato la sua avventura, che ha dovuto interrompere dopo soli 45 giorni, a causa delle impervie condizioni meteorologiche. “Ho voluto provare a scalare il Nanga Parbat di inverno, come nessuno prima d’ora ha mai fatto. Infatti questa montagna, insieme al K2, viene affrontata dagli alpinisti solo d’estate”, spiega Nardi. “Questo perché d’inverno si possono raggiungere anche meno 70 gradi e le valanghe sono sempre in agguato”.
Daniele già conosceva il Nanga Parbat, l’impresa iniziata a febbraio è stato un secondo tentativo: “Volevo dare qualcosa in più a questa impresa, una novità, così ho affrontato la scalata in stile alpino (solo con uno zaino in spalla, senza scorte di ossigeno né corde prefissate), cosa che non era mai stata fatta da nessuno”, racconta Daniele. “Ho passato 35 giorni su 45 al campo base, tra piccoli tentativi di salite per adattare il mio corpo alla scalata definitiva. Una volta pronto ho scalato una cima di 5.900 metri e poi ho affrontato un altro lato della montagna. Purtroppo sono dovuto tornare indietro a causa del clima ostile: le valanghe mi hanno fatto rinunciare”. Daniele non è amareggiato, sa che ritenterà l’impresa che lui stesso ha definito “incredibile, ma non impossibile”.


























