L’esatto opposto di quanto invece dicono (e fanno) quasi tutti i Comuni e l’Associazione nazionale dei vigili urbani: la contravvenzione è giusta se ti beccano con il bigliettino della sosta prepagata scaduto. Per le casse municipali, impoverite dai tagli governativi, oltre che da decenni di sperperi ed incapacità della classe politica “digerente” locale, non poter fare più queste multe significa rinunciare ad una significativa fetta di entrate. Con la complicazione che, se le somme richieste al cittadino non trovano fondamento in un verbale di contestazione o in altro atto formale, non sono più iscrivibili al ruolo esattoriale e, conseguentemente, non possono essere intimate con la “famigerata” cartella di pagamento. La cartella infatti può far scattare il panzer della procedura forzosa amministrativa (vi ricorda qualcosa Equitalia?). Viceversa, senza verbale di contestazione dell’infrazione, il Comune, non agendo come soggetto pubblico ma alla stregua di un privato, per fare valere un eventuale credito di natura privatistica, è tenuto a citare dinanzi al Tribuanle il presunto debitore. E così tra questioni di lana caprina, rivendicazioni dei sindaci che si scoprono fini giuristi nell’interpretare la normativa a sfavore di chi guida, la via d’uscita è tipicamente italica: «Si è convenuto – ha spiegato il Ministero dei Trasporti – che la regolamentazione della sosta è competenza dei Comuni che ne definiscono le modalità con proprio atto deliberativo. Per le zone a strisce blu, laddove la sosta si protragga oltre il temine per il quale si è pagato, la sanzione pecuniaria potrà essere irrogata solo in presenza di specifica previsione del Comune». Quindi tocca alle amministrazioni comunali decidere se e come appioppare queste multe. Ogni cittadino può chiedere lumi al proprio Sindaco e presso gli uffici municipali. Le associazioni dei consumatori, che chiedono di eliminare in modo chiaro e definitivo l’odiosa sanzione. L’Adiconsum propone di dare a tutti in tutti i Comuni la possibilità di regolarizzare i ticket scaduti attraverso appositi sportelli in loco, come già avviene in alcuni Comuni virtuosi. Secondo il Codacons, poi, tutte le multe irrogate negli ultimi 60 giorni andrebbero «annullate d’ufficio dai Comuni che le hanno emesse. Altrimenti potrebbero essere ipotizzati i reati di abuso ed omissioni di atti d’ufficio».
Le contravvenzioni emesse negli ultimi 60 giorni e d’ora in avanti – spiega l’Adiconsum – «l’automobilista può ancora farle annullare presentando ricorso al prefetto o al Giudice di pace». Peccato che il ricorso al Giudice di pace costi 39 euro, mentre il Prefetto non è tenuto ad entrare obbligatoriamente in certi aspetti di merito… ma ha l’obbligo di raddoppiare l’importo della sanzione se rigetta il ricorso. Di certo c’è solo che, se uno proprio non ha pagato affatto, allora è pacifico che la multa ci sta tutta. La questione è tutt’altro che chiarita per i ticket scaduti. Nei giorni scorsi, la Commissione Trasporti della Camera con una risoluzione ha chiesto al Ministero dei Trasporti di emanare una circolare per confermare che chi resta parcheggiato oltre la scadenza del ticket non va multato in base al Codice della strada (25 euro), ma deve solo pagare l’integrazione e l’eventuale penale stabilita dal Comune. Probabilmente le amministrazioni uscenti si guarderanno bene dal confermare un tale impopolare balzello in vista delle elezioni di maggio. Cosa fanno i loro Sindaci e amministratori comunali? Impongono o no questa multa sotto mentite spoglie chiamata “penale”? I cittadini possono informarsi. Gratis.
























