Nel corso della visita, è stato illustrato il programma delle attività di smantellamento della centrale pontina. Ci vorranno altri sette anni per arrivare al nocciolo in grafite. Nel frattempo si utilizzerà il sito di stoccaggio temporaneo realizzato a Borgo Sabitino per ospitare fino a 2.500 metri cubi di rifiuti radioattivi, con muri spessi 60 cm e un carro ponte per annegare nel nel calcestruzzo questi rifiuti.
In Italia, per terminare lo smantellamento degli impianti nucleari occorre realizzare il Parco Tecnologico e il Deposito Nazionale per i rifiuti radioattivi provenienti non solo dal decommissioning, ma anche dalle quotidiane attività di medicina nucleare, industriali e di ricerca che ogni anno producono circa 500 metri cubi di rifiuti. Il trasferimento di tutti questi rifiuti radioattivi in un’unica infrastruttura assicurerà, dunque, una loro gestione efficiente e razionale, in totale sicurezza per i cittadini e l’ambiente.
Non si sa ancora dove sarà questo deposito nazionale. “Ci sono alcune zone d’Europa che si contendono di ospitare questo tipo di siti, perchè sicuri e foriero di investimenti”, spiega l’ad Casale. Ci vorranno sette mesi per individuare la localizzazione del deposito nazionale: si è in attesa dei criteri da parte dell’Ispra che permetteranno di definire la Carta Nazionale delle aree potenzialmente idonee alla sua localizzazione.























