Quella denunciata dalla Sigma Tau è una vera crisi? Lo hanno chiesto spesso sindacati e lavoratori di Pomezia, dopo i tagli e i licenziamenti, e l’interrogativo negli ultimi due anni è stato posto da più di un parlamentare. I ricavi del colosso farmaceutico e le operazioni che ha portato a termine hanno fatto sostenere ai protagonisti della vertenza che le difficoltà lamentate erano solo un modo per ridimensionare il locale stabilimento, che per tale ragione non era stato corretto neppure ottenere la cassa integrazione per centinaia di dipendenti. Un problema sollevato ora nuovamente da quattro senatori del Movimento5Stelle. Nunzia Catalfo e altri tre colleghi pentastellati hanno presentato una nuova interrogazione al ministro del lavoro, Giuliano Poletti, ripercorrendo le tappe dell’intera vicenda e chiedendo controlli rigorosi, per accertare se gli ammortizzatori sociali concessi fossero realmente dovuti. I quattro senatori hanno sottolineato che la Sigma Tau ha avuto ricavi operativi netti per 688 milioni di euro, cresciuti del 3,8% rispetto alla fine del 2011, e che nei mesi scorsi ha annunciato di voler procedere alla fusione transfrontaliera per incorporazione di Defiante farmaceutica. La cassa integrazione a zero ore, senza rotazione, prima per 569 lavoratori e nel dicembre scorso per 378 non convince i parlamentari. Dubbi aumentati dal particolare che della fusione di Defiante non vi sarebbe traccia nel piano industriale 2013-2015 presentato da Sigma Tau. Tutti elementi per cui hanno chiesto al ministro una verifica puntuale sul colosso farmaceutico.
22/04/2014





















