Il consiglio comunale di oggi, martedì 29 aprile, sul bilancio consuntivo del 2013 è stato rinviato al 20 maggio prossimo. Infatti, alle rimostranze dell’opposizione – soprattutto del Partito Democratico che aveva sollevato il caso della mancanza di documenti e della questione dei crediti inesigibili – si è aggiunta la mancata firma dei Revisori dei conti e senza il loro via libera il bilancio non può essere portato all’attenzione del Consiglio comunale.
Il Pd, durante l’ultima assemblea, aveva reso noto di aver scritto al Prefetto lamentando il mancato rispetto dei tempi per avere gli atti. I Revisori dei conti, con la loro decisione, hanno confermato i dubbi dei democratici e la ragionevolezza della loro richiesta di trasparenza.
“Apprendiamo ora che il Consiglio Comunale di Anzio già convocato per il 29 Aprile per l’approvazione del Rendiconto di Bilancio 2013 è stato rinviato al prossimo 20 Maggio – esordisce il Pd di Anzio – Il Vicesindaco con delega al bilancio Giorgio Zucchini ha appena emesso un comunicato con il quale, cadendo dalle nuvole, ha scoperto che la documentazione da allegare al bilancio non era stata trasmessa ai Consiglieri in modo completo, violando così i termini previsti dalla legge. In particolare, a tutt’oggi, non risultano ancora pervenute adeguate risposte dagli Uffici comunali preposti ad una serie di rilievi sollevati del Collegio dei Revisori dei Conti”.
“Il PD da mesi ha denunciato una serie di carenze nella documentazione trasmessa al Consiglio comunale che rende impossibile un voto consapevole sul Bilancio – continuano i democratici – Una situazione che persiste da anni e che rende difficile la lettura del testo stesso, non permettendo ai consiglieri né ai cittadini di rendersi conto della gravità della situazione”.
“Ad esempio – spiega il Pd – il totale dei residui attivi maturati a partire dal 2001 e portati in bilancio al 2012 è di circa 43 milioni di euro. Se consideriamo solo il periodo 2001-2010 i residui attivi sono pari 27 milioni di euro , è ragionevole pensare che questi crediti sono di difficile recupero e questo significa che circa il 40% delle spese previste dal bilancio 2014 non hanno la certezza della copertura delle entrate e quindi sono potenzialmente illegittime”.
“Chiediamo a questa giunta – concludono gli esponenti del Pd di Anzio – di mostrare quali concrete possibilità ci sono di recuperare i crediti e quali azioni concrete si stanno attuando per evitare disastrose conseguenze per i cittadini onesti che, come dimostrano gli esempi della Tares e del recente aumento delle bollette di Acqualatina, si trovano a pagare tasse e tributi anche per gli evasori che nessuno cerca di stanare. Chiediamo altresì che sul versante della spesa si attuino i tagli agli sprechi e alle clientele”.
Il Pd, durante l’ultima assemblea, aveva reso noto di aver scritto al Prefetto lamentando il mancato rispetto dei tempi per avere gli atti. I Revisori dei conti, con la loro decisione, hanno confermato i dubbi dei democratici e la ragionevolezza della loro richiesta di trasparenza.
“Apprendiamo ora che il Consiglio Comunale di Anzio già convocato per il 29 Aprile per l’approvazione del Rendiconto di Bilancio 2013 è stato rinviato al prossimo 20 Maggio – esordisce il Pd di Anzio – Il Vicesindaco con delega al bilancio Giorgio Zucchini ha appena emesso un comunicato con il quale, cadendo dalle nuvole, ha scoperto che la documentazione da allegare al bilancio non era stata trasmessa ai Consiglieri in modo completo, violando così i termini previsti dalla legge. In particolare, a tutt’oggi, non risultano ancora pervenute adeguate risposte dagli Uffici comunali preposti ad una serie di rilievi sollevati del Collegio dei Revisori dei Conti”.
“Il PD da mesi ha denunciato una serie di carenze nella documentazione trasmessa al Consiglio comunale che rende impossibile un voto consapevole sul Bilancio – continuano i democratici – Una situazione che persiste da anni e che rende difficile la lettura del testo stesso, non permettendo ai consiglieri né ai cittadini di rendersi conto della gravità della situazione”.
“Ad esempio – spiega il Pd – il totale dei residui attivi maturati a partire dal 2001 e portati in bilancio al 2012 è di circa 43 milioni di euro. Se consideriamo solo il periodo 2001-2010 i residui attivi sono pari 27 milioni di euro , è ragionevole pensare che questi crediti sono di difficile recupero e questo significa che circa il 40% delle spese previste dal bilancio 2014 non hanno la certezza della copertura delle entrate e quindi sono potenzialmente illegittime”.
“Chiediamo a questa giunta – concludono gli esponenti del Pd di Anzio – di mostrare quali concrete possibilità ci sono di recuperare i crediti e quali azioni concrete si stanno attuando per evitare disastrose conseguenze per i cittadini onesti che, come dimostrano gli esempi della Tares e del recente aumento delle bollette di Acqualatina, si trovano a pagare tasse e tributi anche per gli evasori che nessuno cerca di stanare. Chiediamo altresì che sul versante della spesa si attuino i tagli agli sprechi e alle clientele”.
29/04/2014






















