Si legge nell’esposto: “la gravissima situazione legata all’illegittimo e ingiustificato ritardo nel pagamento della Cassa integrazione sta creando situazioni di preoccupante disagio sociale, con una intera collettività in situazione di bisogno e senza i soldi necessari, con continui rimpalli di responsabilità tra Inps e Regioni e il mancato avveramento delle promesse del Presidente del Consiglio dei ministri. L’operato della p.a. fatto di ritardi, omissioni e inadempimenti agli obblighi previsti dalla legge, sta vanificando gli sforzi di chi, in questi mesi, ha fatto sacrifici per restare a casa chiudendo negozi e attività in ottemperanza delle limitazioni imposte del governo ma lasciati a se stessi”.
Il Codacons ha chiesto alla Procura di accertare “se possa sussistere a carico dell’Inps e delle singole Regioni la responsabilità per i seri e gravi ritardi nell’erogazione delle CIG mentre le famiglie vivono nel caos, poiché in caso affermativo potrebbero configurarsi diverse fattispecie penalmente rilevanti quali ritardo e omissione di atti d’ufficio e oltre tutte le ipotesi e fattispecie che dovessero essere ravvisate dalla S.V. e in caso affermativo esercitare l’azione penale nei confronti di tutti coloro che verranno accertati come responsabili”.
«L’associazione – si legge in una nota del Codacons – auspica che nel prossimo decreto sul rilancio siano eliminati i percorsi tortuosi che sulla cassa integrazione coinvolgono le regioni, allungando a dismisure i tempi, e avvia inoltre una azione collettiva per tutti i datori di lavoro per i danni causati dal ritardo nell’erogazione della Cig. Sul sito www.codacons.it il modulo per aderire».






















