Secondo la tabella delle classi di concorso, i laureati in queste due lauree magistrali che fanno capo alla facoltà di Lettere i cui codici sono LM-19 e LM-92 possono accedere solamente alla classe di concorso A-65 per insegnare “Teoria e tecniche della comunicazione” negli istituti tecnici dei settori tecnologici con indirizzo grafica e comunicazione. A causa del decreto del 2016 che fa confluire diverse magistrali con percorsi di studi diversi nella A-65 gli è preclusa la possibilità di partecipare per titoli, dunque utilizzando i crediti sostenuti durante il percorso di laurea, per le classi di concorso A-12 e A-22 che permetterebbero di insegnare lettere nelle scuole medie e superiori. L’ingiustizia più grande è che non viene utilizzato lo stesso criterio per tutti: i laureati in Scienze dello spettacolo, ad esempio, possono partecipare al concorso utilizzando gli esami sostenuti.
Per questa ragione hanno intenzione di protestare e chiedere che vengano ammessi alle classi di concorso A12 e A22 per poter insegnare negli istituti di primo e di secondo grado le materie letterarie che hanno studiato durante il percorso di studio di cinque anni all’università.
«Il concorso – spiegano i dottori magistrali – prevede per la classe di concorso A-65 due soli posti, uno in Lombardia e uno in Umbria. Ma non è questo il motivo per cui protestiamo: avremmo “gareggiato” insieme agli altri laureati senza problemi se avessimo potuto utilizzare a pieno le nostre competenze. Ci troviamo, però, in una situazione di svantaggio e ingiusta e per questo chiediamo una rettifica prima della data del concorso o quantomeno in vista della riapertura della terza fascia. Nel nostro percorso di studi, conseguito durante la laurea triennale e durante la laurea magistrale presso facoltà di Lettere abbiamo conseguito esami di letteratura italiana, letteratura latina e greca, linguistica, storia, antropologia, geografia, critica letteraria, filologia, storia della lingua italiana, storia dell’arte, filosofia del linguaggio, giornalismo, editoria, storia della stampa e molti altri. Tutte competenze ed esami che rientrano nell’ambito delle discipline letterarie che non possono, ora, vederci esclusi dall’insegnamento delle stesse. Come richiesto, inoltre, abbiamo conseguito a pagamento e fuori dal percorso di laurea i 24 crediti necessari per accedere all’insegnamento. Non possiamo, ora, vedere vanificato un percorso di studi di anni».
Gli studenti si appellano al Ministro dell’Istruzione Lucia Azzolina e agli organi di competenza perché venga rettificato in tempi utili quello che appare come un errore ed un vizio di forma. È ingiusto per chi da anni aspetta di coronare il sogno dell’insegnamento e si ritrova inserito in una classe di concorso che non gli appartiene.

























