“Com’è possibile che tutti i maturandi italiani debbano sottoporsi ad un esame del genere? Un esame che non vede effettivamente le capacità di uno studente, un esame che classifica lo studente non tramite un tema, una seconda prova, un orale preparato con i docenti- scrivono i sostenitori della petizione-. C’è anche da ricordare che l’esame di maturità è sempre stato considerato uno dei più grandi e tipici ‘sprechi all’italiana’, che aumenteranno con i costi per sanificazioni, pannelli in plexiglass, servizi igienici (e magari prendiamo un altro team di 30 persone per la nuova task force ‘salva maturità’). Ma è uno scherzo?”.
La petizione è stata lanciata da una rappresentanza di studenti italiani e accompagnata dalla nascita di due profili social: una pagina Instagram (nomaturità2k20) e Twitter (studentiad2020). Online, gli studenti hanno raccolto anche le voci di studenti in difficoltà che sono riusciti a seguire poco o male la didattica a distanza, e chiedono quindi maggiori tutele.
“Come si può fare un esame se non si è stati in grado di garantire il servizio scolastico per più di un mese?- si chiedono gli studenti- Preparare l’esame porta via tempo alla didattica a distanza. Usiamo questo tempo per finire il programma e arrivare più preparati all’università o al nostro futuro impiego. Facciamo continuare l’istruzione, facciamo proseguire la didattica a distanza, costruiamo la nostra cultura invece di preoccuparci di verificarla nel modo sbagliato“, conclude un ragazzo in una lettera.
























