Tra le principali istanze, la possibilità di sbloccare lo svolgimento degli esami, autorizzando lo svolgimento delle sessioni teoriche (peraltro interrotte ad inizio marzo) presso i locali delle autoscuole e rivedere le modalità dell’esame di guida pratico, che, secondo le linee guide diramate dal dipartimento per i trasporti, la navigazione, gli affari generali ed il personale con il DPCM del 17 maggio 2020, per la patente B , non può superare i 15 minuti.
Una manifestazione pacifica che comunque ha sottolineato come si necessiti di maggiore attenzione in un periodo in cui il sistema paese punta a ripartire. «Si vuole lavorare in sicurezza, tutelando i nostri allievi ed evitando spostamenti ed assembramenti», sottolineano dalla presidenza della confederazione Autoscuole Riunite e Consulenti Automobilistici, considerando inappropriate le indicazioni diramate. Riflettori puntati anche sulla possibilità di svolgere gli esami solo in motorizzazione: «In tale ipotesi saremmo costretti a dover trasportare all’interno delle nostre vetture soltanto un numero esiguo di candidati, trovandoci di fronte ad un continuo e stressante viavai da parte degli operatori» , ha specificato la titolare della scuola guida Di Fazio, tra i promotori della manifestazione.
Nei giorni scorsi manifestazioni simili hanno toccato altre regioni italiane, da nord a sud della penisola, espressione di una situazione di difficoltà generalizzata per un comparto che lamenta dimenticanze delle istituzioni e l’assenza di misure ad hoci.






















