NULLA OSTA DEL POLO MUSEALE
Nel ricorso viene citato il nulla osta rilasciato dal Polo museale del Lazio, gestore del museo Manzù, per la traslazione della salma “considerate le volontà testamentarie dei defunti”, si legge nella nota del 15 aprile 2019 della direttrice del Polo. È proprio sul testamento che si sta giocando la partita: le ultime volontà dello scultore, rese note solamente dopo la scomparsa della moglie Inge, parlano di sepoltura a Colle Manzù ad Aprilia, nonostante più volte in vita lo scultore avesse dichiarato pubblicamente di voler riposare nel giardino del suo museo, ad Ardea.
“DIRITTO INSINDACABILE” DEI FIGLI
Giulia e Mileto Manzoni, quali eredi testamentari del padre Giacomo, “nella titolarità esclusiva del diritto insindacabile a disporre della salma e dei resti mortali del proprio padre, nonché nella piena legittimazione ad esprimere in via esclusiva la volontà alla cremazione e conservazione presso un sito dedicato, delle ceneri del feretro del maestro”, contestano il silenzio del Comune nell’emettere il provvedimento autorizzativo per traslare il feretro dello scultore. “Rifiuto colposo a provvedere” e “manifestazione di non esercizio del potere”: queste le accuse mosse dal legale della famiglia Manzoni al sindaco di Ardea del Movimento 5 Stelle Mario Savarese, che parla di lesione del “diritto personalissimo dei ricorrenti a disporre liberamente dei resti mortali del proprio padre”.
Il sindaco in un primo momento aveva dichiarato pubblicamente la volontà di assecondare il volere della famiglia Manzù, salvo poi ripensarci. Eppure la scelta di non fare nulla sembrerebbe essere stata quella meno vincente. Anche il Ministero ai Beni culturali, dopo aver concesso il nulla osta alla riapertura della tomba, ha voluto chiedere lumi all’Avvocatura generale dello Stato. Ripensamenti forse tardivi.
CHIESTO UN RISARCIMENTO
Con il ricorso, i figli di Manzù chiedono che il Comune concluda il procedimento e un risarcimento per le spese già sostenute per incaricare un’agenzia di servizi per l’avvio della procedura autorizzativa presso il Comune di Ardea, nonché per la programmazione operativa per l’estumulazione e traslazione della salma. Una spesa stimata in 50mila euro.
Il “caso Manzù”, oggetto anche di un’interrogazione parlamentare presentata dal senatore Bruno Astorre, già dal 2019 aveva preso la strada delle carte bollate. Il comitato spontaneo di cittadini “Pace per Manzù”, dopo aver raccolto 15mila firme contro lo spostamento della salma – consegnate al presidente della Repubblica – ha messo tutto in mano a un avvocato che, come prima azione, ha presentato una richiesta di accesso agli atti per valutare sulla base delle carte.
Innanzitutto il testamento di Manzù: davvero il maestro aveva scritto nelle sue ultime volontà di voler essere sepolto nel giardino della sua casa? L’obiettivo del comitato di cittadini è chiaro: difendere il legame tra lo scultore e Ardea. Il rischio infatti è che senza più la tomba, anche le opere potrebbero essere portate via, decretando la parola fine a cinquant’anni di museo Manzù, inaugurato il 22 maggio 1969. Proprio il 22 maggio 2020 un gruppo di cittadini ha tentato di deporre un mazzo di fiori sulla tomba di Manzù, ma a causa delle disposizioni per l’emergenza coronavirus non è stato possibile: i fiori sono stati consegnati al custode che a sua volta li ha messi sulla lapide dello scultore. Tra i presenti, anche la consigliera comunale Edelvais Ludovici, che ha ricordato la mozione approvata all’unanimità dal Consiglio comunale lo scorso anno per difendere a ogni costo la tomba di Manzù ad Ardea.
«Non sono io a poter decidere»
Il sindaco di Ardea non intende restare a guardare. «Ci costituiremo in giudizio, Manzù è un patrimonio di tutti – spiega Mario Savarese, eletto nel 2017 – ho chiesto un parere al Ministero dei Beni culturali, che a sua volta ha interpellato l’Avvocatura dello Stato: il giardino del museo è un terreno privato, la salma di Manzù è stata tumulata con permesso speciale del presidente della Repubblica Francesco Cossiga. Non può essere di competenza del sindaco dare l’autorizzazione a spostare la salma di un grande artista sepolto da 28 anni nel giardino del museo a lui intitolato, ad Ardea».
«Le ceneri di Manzù ad Aprilia? Ben venga…»
«Fermo restando che sarà il Tar a decidere, ma se la volontà della famiglia e della giustizia amministrativa sarà quella di trasferire le ceneri del grande scultore Giacomo Manzù ad Aprilia, non potremo che esserne felici», chiosa il sindaco di Aprilia Antonio Terra. «Giacomo e Inge Manzù erano cittadini onorari di Aprilia, la nostra città li ha accolti al loro arrivo cinquant’anni fa e poter ospitare il loro memoriale è per noi motivo di prestigio».

























