Fanno scudo gli imprenditori della notte. Accantonata ogni rivalità si sono incontrati (con la mascherina) a fine maggio all’Eden per prepararsi al futuro. Erano almeno quaranta. Titolari di club blasonati o emergenti. Daniele Aprile, patron dello “Spazio 900” e de “Le Terrazze” in qualità di portavoce, punta alle riaperture e all’aperto. «Non vogliamo essere avventati – spiega – Siamo state le prime attività a chiudere e saremo le ultime a riaprire. Vogliamo essere pronti, però. Ci siamo dati delle linee guida. La prima: termoscanner e rispetto rigido delle regole». Per ora l’attività da ballo non è autorizzata e nemmeno le somministrazioni. «Vanno sdoganate», auspica. La speranza è quella di tornare a lavorare, al più presto. Aprile avverte: «Per riaprire servono la riformulazione degli affitti e sovvenzioni a fondo perduto per almeno sei-dieci mesi. Chi è pronto a scommette per non veder morire la propria attività va incentivato». «Finora non è stato fatto abbastanza», si dispiace pure per conto dei colleghi: «Siamo demoralizzati. I fondi sono un miraggio. Le spese ancora galoppano. Le casseintegrazioni in ritardo. Prestiti difficoltosi a differenza di quanto proclamato». Alla riunione i nomi dei big del settore. Giancarlo Bornigia, tra i soci del Piper, tra marzo e settembre prevede un buco da un milione, ma è preoccupato pure per le cassintegrazioni dei dipendenti in molti casi in ritardo. Giancarlo Battafarano, detto Giancarlino, il famoso proprietario del Goa, è impensierito pure per le mascherine: «Non si può andare in un locale bardati come se fosse un ospedale…». Spera che in estate si possa ballare all’aperto riducendo i flussi. «Siamo imprenditori – sottolinea Aprile – Come quelli che lavorano di giorno. Abbiamo in più una grossa importanza sociale. Con la fine del lockdown migliaia di ragazzi si sono riversati per strada. E gli affollamenti rischiano di essere mal gestiti. Noi siamo gli unici in grado di farlo. È il nostro mestiere. Seguiamo i protocolli e parliamo lo stesso linguaggio dei giovani. Chiediamo la possibilità di farlo, in tutta sicurezza». Alla riunione riservata ai patron dei locali da ballo del 26 maggio scorso erano presenti l’Art Café, il Barrio Latino, il Centrale, il Circolo degli illuminati, l’Eden, l’Exe, l’Heaven, Jolie, La Bibliotechina, Largo Venue. E ancora il Neo Club, l’Open Bar, l’Orion, il Peach, il Rashomon, il Room 26, il Sanctuary Voodoo Bar, il San Salvador, Satyrus, Shari Vari, il Sublime La Villa, Toy Room, Vinile. E per concludere il Ventiquattromila baci di Latina. Oltre al Zanussi e al Felix, per restare a Roma.
(Ade.Pie.)
04/06/2020























