“Abbiamo chiesto in Regione, senza però avere avuto nessuna risposta – spiega il coordinatore Claudio Frollano –. Eppure lo scorso dicembre, in occasione dell’inaugurazione della Casa della Salute, l’Assessore alla Sanità Alessio D’Amato confermava pubblicamente che l’iter di approvazione era giunto al termine del suo “ viaggio burocratico” con esito positivo. È chiaro e giustificato che con la pandemia ci si è concentrati sulla gestione dell’emergenza, tra l’altro in modo egregio, e i risultati nella nostra regione sono sotto gli occhi di tutti. L’esperienza del coronavirus ha evidenziato, se ancora ce ne fosse bisogno, l’importanza dell’organizzazione e della funzionalità dell’offerta sanitaria territoriale. Proprio per questo ora si deve ripartire speditamente, investendo sul territorio ed utilizzando in modo mirato sia le risorse che si erano liberate con l’uscita dal commissariamento sia quelle ingenti che dovrebbero arrivare alla Sanità e conseguenti alla pandemia”.
Sarà determinante per il nostro futuro, secondo Frollano, “quanto sapremo fare tesoro di questa bruttissima e dolorosa esperienza alla quale tutti siamo stati esposti. Il tempo per capire e riflettere sia sugli errori che sulle cose fatte bene per migliorare la nostra Sanità pubblica c’è stato. Come Tribunale per i Diritti del Malato ci aspettiamo ora una velocizzazione e soprattutto un coinvolgimento più attento a quelle che sono le proposte, non solo di noi cittadini, ma anche e soprattutto del personale tutto che opera nelle strutture sanitarie, per la riprogettazione della nostra sanità e siamo coscienti che tutta la struttura o meglio l’organizzazione della stessa vada rivista”.
Le condizioni ci sono tutte: smart working, telemedicina, il ritiro dei farmaci con il solo codice della ricetta inviato dal medico. “É il momento di sfruttare a pieno e senza sperperi le risorse che arriveranno. Suggeriamo anche una attenta e critica ricognizione presso le strutture territoriali per prendere coscienza delle loro enormi potenzialità. Solo da esempio, la nostra Casa della Salute è dotata di un piano seminterrato che fu progettato oramai quindici anni fa per accogliere un reparto di alta diagnostica ma che non è mai stato realizzato, nonostante l’assenza di tale indispensabile servizio nel nostro territorio, dove c’è solo quella privata. Basterebbe poco, i locali ci sono e sono anche stati oggetto di messa a norma con i recenti lavori di adeguamento previsti dalla Casa della Salute”.
Morale: le autorità regionali rendano partecipi delle decisioni che poi ricadono su cittadini e operatori sanitari, ascoltandone le proposte. “Defilarsi quando si chiedono solo informazioni non è la strada giusta, specialmente quando queste riguardano progetti determinanti e non più procrastinabili, quali la costruzione di questa terza ala destinata anche a ridare speranza e dignità al servizio di Neuropsichiatria Infantile purtroppo tanto richiesto in questi ultimi anni”, conclude il coordinatore del Tribunale del Malato. “Il presidente Zingaretti non sprechi questa opportunità di esperienza maturata sul campo e della disponibilità di risorse, per portare la nostra Sanità Regionale ad un più alto livello e come esempio su scala nazionale… ma ci vuole coraggio e una visione d’insieme condivisa”.

























