LA STRATEGIA ANTI-COVID DI LATINA
Medici, ricercatori, professori universitari, economisti, giuristi e professionisti delle politiche sanitarie considerati tra i massimi esperti italiani nei diversi àmbiti hanno radiografato le varie situazioni, guardando a come è stata affrontata l’epidemia. Nel caso di Latina, nel documento “Fase II Covid19– Focus ospedale – Focus territorio – Anticipare e gestire il cambiamento”, così sintetizzano i punti forti della strategia messa in campo con successo. Innanzitutto, nell’isolare oltre 10mila persone, il dipartimento di prevenzione della Asl ha individuato il più possibile le interconnessioni epidemiologiche: contatti degli infetti, luoghi visitati e gli altri fattori utili e ricostrutire la storia dei contagi. Proprio come aveva raccomandato dalle nostre pagine il dottor Fabrizio Soscia, storico ex primario di Infettivologia dell’ospedale Goretti di Latina. E poi il primo approccio di non seguire il cosiddetto “protocollo di Whuan”. “Questo – sottolineano gli esperti di Motore Sanità – ha portato in quell’area ad avere una mortalità molto più bassa rispetto ai dati nazionali. E poi, gli esperti dell’emergenza pontini “hanno quindi puntato molto sulla ventilazione non in terapia intensiva con grande successo”. Inoltre a Latina e provincia – prosegue il report – “si eÌ€ cercato sia attraverso le politiche ospedaliere sia attraverso la medicina territoriale di evitare il piuÌ€ possibile i ricoveri in terapia intensiva. Si eÌ€ fatto largo uso del telemonitoraggio dei pazienti positivi in isolamento domiciliari, svolto in collaborazione tra specialista Pneumologo e Medico di medicina generale (il medico di famiglia, ndr). In questo modo sono stati evitati un grande numero di ricoveri offrendo comunque un servizio continuativo ai pazienti”.
IL DECALOGO PER GOVERNO, REGIONI E ALTRE ISTITUZIONI
Insieme alle pratiche virtuose riscontrate nelle citate sei regioni, tutto ciò è emerso nei 4 webinar, seminari via internet, ai quali hanno partecipato non solo esperti di comprovata esperienza e affidabilità – non quelli da ring televisivo – ma pure molti cittadini. “I massimi esperti della sanità – spiegano da Motore Sanità – ne hanno tirato fuori il decalogo post Covid19, che raccoglie i consigli del Governo, li fa propri e li inquadra non solo nella direzione di una vera riapertura delle attività e della vita sociale, ma li inserisce nel disegno complesso della sanità del futuro. «Sarà bene che gli ospedali impegnino operatori e dirigenza insieme – spiega il dottor Claudio Zanon, direttore scientifico di Motore Sanità -, in una riorganizzazione che porti le strutture da una parte a garantire il rispetto della distanza sociale, la tutela da un nuovo possibile contagio, e dall’altra ad assicurare un’attività ordinaria, oltre che d’urgenza, spalmata magari su tutti i giorni della settimana. E non di meno, si dovrà ricostruire la medicina territoriale dove tutti gli operatori dovranno essere coinvolti». La medicina territoriale, per intenderci, è quella indispensabile rete di medici di famiglia, specialisti delle Asl, ambulatori, consultori familari e altre strutture chiamate a stare vicino alla gente, innanzitutto per prevenire le malattie, prima e senza che si renda necessaria la megastruttura supertecnologica d’eccellenza. In pratica, la normalità del Sistema sanitario nazionale come prevista dalla legge 883 che lo istituì nel 1978. Le 10 raccomandazioni sono state elaborate all’insegna della trasparenza, del confronto libero e delle esperienze concrete sul campo in tutta Italia.
PER UN NUOVO INIZIO NELLA SANITÀ PUBBLICA
«Questa pandemia – spiega ancora il dottor Zanon – dovrà essere l’occasione per un nuovo inizio per il nostro servizio sanitario nazionale e per l’Italia tutta. La riapertura dopo la infausta pandemia del Covid19 è alle porte e prevede un nuovo e corretto approccio alla medicina ospedaliera e soprattutto territoriale diverso da Regione a Regione, con nuove regole e una diversa organizzazione in cui dovranno essere coinvolti tutti gli operatori sanitari per costruire la Sanità del futuro». L’auspicio è che i 10 consigli elaborati da Motore Sanità servano a superare lo sfacelo provocato da un decennio di tagli barbari e irragionevoli ai servizi sanitari sul territorio, quelli più vicini alla gente e indispensabili per la prevenzione e cura della maggior parte dei cittadini. Per evitare, quindi, che si ripeta quanto denunciato persino dalla Corte dei Conti nel suo ultimo Rapporto sul coordinamento della finanza pubblica. Durante la pandemia “la mancanza di un efficace sistema di assistenza sul territorio ha lasciato la popolazione senza protezioni adeguate”. Così scrivono i giudici contabili, sottolineando la continua e imponente sottrazione di risorse per far quadrare i bilanci regionali, che aggiungono: “L’insufficienza delle risorse destinate al territorio ha reso più tardivo e ha fatto trovare disarmato il primo fronte che doveva potersi opporre al dilagare della malattia e che si è trovato esso stesso coinvolto nelle difficoltà della popolazione, pagando un prezzo in termini di vite molto alto”.
Di seguito le 10 raccomandazioni al Governo e alle Istituzioni
1) Immettere nuovi finanziamenti in un Sistema sanitario nazionale fragile che da anni è depauperato di mezzi e risorse;
2) Garantire il corretto valore a tutte le professioni sanitarie in campo anche al di fuori dell’emergenza;
3) Mettere in pratica i modelli Ospedale e Territorio valorizzando a livello nazionale le best practices (migliori pratiche) regionali;
4) Superare gli interessi di parte per offrire una responsabile disponibilità ad un effettivo cambiamento del comparto salute;
5) Costruire collaborazioni attive tra Aziende di settore e Istituzioni attraverso partnership trasparenti;
6) Utilizzare da subito nuove tecnologie e telemedicina;
7) Mettere davvero il paziente al centro del sistema;
8) Riorganizzare, ove necessario, la medicina territoriale che in questa crisi ha dimostrato il suo ruolo centrale insieme agli ospedali;
9) Costruire un modello virtuoso di collaborazione con la sanità privata e con l’industria farmaceutica e di presidi medico-chirurgici;
10) Utilizzare una comunicazione istituzionale rapida, efficace e focalizzata sui bisogni dei cittadini.























