Le iniziative in programma (una mostra documentaria con le proposte per il futuro del nostro territorio; il libro bianco sulla cronaca amministrativa di Ardea dal 1970 al 2020”; tre conferenze sulla storia dell’autonomia locale dalla Città Stato dei Rutuli ad oggi ed uno speciale itinerario per scoprire come era il territorio di Ardea mezzo secolo fa) sono il risultato di una ricerca sociale per capire le cause dello stato di degrado, passato e presente, dell’ente locale che, secondo la legge, dovrebbe rappresentare la comunità e promuovere il suo sviluppo sociale e culturale nell’interesse generale.
Il Comitato civico della comunità di Ardea, inoltre, ha anche lo scopo di rendere onore e ricordare il coraggio di cittadini e cittadine che in questo mezzo secolo hanno lottato per difendere il vero bene comune come il patrimonio naturale, ambientale, mitico, storico, archeologico e culturale di tutto quello che Ardea, grazie a Virgilio e a Manzù, ha rappresentato e rappresenta nella storia dell’Umanità.
Senza le denunce, la lotta e la resistenza di questi cittadini e cittadine non ci sarebbe più il museo Manzù e la stessa memoria di un artista che amava e rispettava questa città fino a diventarne lo Spirito del Luogo; i siti archeologici sarebbero stati saccheggiati, cementificati e asfaltati come Castrum Inui, Casalinaccio, il Monte della Noce; il paesaggio intorno al centro storico sarebbe sparito; i monumenti come Santa Marina, l’Oratorio di Sant’Angelo o le mura della città antica sarebbero andati definitivamente in rovina; le aree verdi e agricole ancora esistenti sarebbero ridotte a discariche di rifiuti.
Il simbolo di Ardea è un Airone che rinasce dalle ceneri: questo è stato il passato di Ardea, questo è il suo presente e questo sarà anche il suo futuro.






















