«Spetta alla politica fare una sintesi anche di tutte le interlocuzioni fatte in passato, delle divergenze che non hanno fatto concretizzare le alleanze, nel rispetto e nella giusta autonomia delle parti. Su diversi temi c’è una visione simile, su altri possiamo trovare una mediazione», spiega Coletta, eletto nel 2016 a capo di una coalizione civica sostenuta da Latina Bene Comune.
«Nel 2021 Latina si ritroverà ad un bivio: confermare e rafforzare il cambiamento che nel 2016 i cittadini hanno voluto oppure ritornare al passato con il rischio di tornare nel tunnel della malagestione e della commistione della politica con il malaffare. Ancora meglio: i latinensi vorranno permettere alla rivoluzione gentile ma decisa dell’esperienza civica di proseguire, migliorando ancora la città in maniera sana e strutturata? O vorranno far ritornare i sovranisti che riassumendo il governo della città farebbero anche riassumere il rischio concreto di sprecare le risorse post Covid che arriveranno nei prossimi anni?».
E ancora: «Credo che Latina abbia il diritto di avere un futuro in cui vengano garantiti, come oggi, equità e certezza del diritto per i suoi cittadini, un futuro in cui si possa pensare a uno sviluppo sostenibile, così da completare il percorso avviato per diventare finalmente una città europea, universitaria, partecipata e innovativa. Una prospettiva che rimane possibile nonostante stiamo attraversando, insieme al resto del Paese, il periodo più difficile dal dopoguerra».
Parlanco ancora di elezioni 2021: «La vittoria di un campo largo, aperto anche ai moderati e ai conservatori che non si riconoscono nel populismo sovranista, penso possa davvero contribuire a garantire un futuro di sviluppo. Sappiamo che c’è però la sostanza politica di fondo, che rappresenta il vero discrimine con chi ha cementificato e saccheggiato Latina con i comitati d’affari arcinoti. Perché sarà importante preservare un metodo, che poi è la sostanza del cambiamento di cui siamo stati portatori, grazie al mandato degli elettori: garantire una macchina amministrativa sana, strutturata, rispettata dalla politica e rispettosa dei suoi indirizzi, sempre più efficace, che possa dare ai cittadini i risultati di crescita sana, condivisa e stabile che la città merita».























