Violenze e affari del cartello creato a Roma dal boss Michele Senese, uno degli uomini più potenti della criminalità capitolina, hanno toccato anche i Castelli Romani, il litorale e Aprilia. Uno spaccato criminale che emerge dall’inchiesta antimafia denominata “Alba Tulipano”, che conta 84 indagati e che ha portato i carabinieri a eseguire 28 arresti. Un’indagine in cui è stata ipotizzata la costituzione appunto di un cartello del narcotraffico e che si è fatta largo tra traffici di droga, estorsioni, gambizzazioni, tentati omicidi, detenzione illecite di armi e trasferimenti fraudolenti di valori, con una serie di episodi considerati di chiara impronta mafiosa. Tra gli indagati spunta così nuovamente Gabriele Cipolloni, 39enne di Velletri, considerato legato al gruppo di Senese e nei confronti del quale un altro gruppo legato sempre al boss originario di Afragola già in carcere per l’omicidio di Giuseppe Carlino a Torvaianica, quello dei Di Giovanni, avrebbe anche progettato un omicidio, sembra per ragioni sentimentali. Indagati poi Matteo Corsaro, Ferdinando Silenti ed Emanuele Sgamma, tutti di Ciampino, l’ultimo dei quali messo in carcere dal gip Pier Luigi Balestrieri. Proprio a Ciampino, in un capannone adibito ad officina in via Acqua Acetosa, sarebbero stati infatti nascosti chili di hashish e cocaina e documenti dai quali gli investigatori hanno ricostruito parte dell’attività degli indagati. Nella maxi inchiesta portata avanti dai pm Giuseppe Cascini e Barbara Zuin sono però stati ricostruiti anche episodi di violenza compiuti sul litorale ed è stata confermata la presenza dei clan tra Anzio e Nettuno. Il 14 gennaio 2012, infatti, proprio a Nettuno, Gennaro Rizzo, Antonio Pizzuto, ora arrestati, e l’indagato Giuseppe Loffredo, tutti del gruppo dei Di Giovanni, avrebbero sequestrato e picchiato il ristoratore Maurizio Allegri, di Anzio, per estorcergli denaro a lui e al fratello Gino, 660 euro relativi a un preteso credito dell’indagato Francesco Giovatore. E a fine gennaio dello stesso anno, sempre a Nettuno, i quattro, insieme a Vincenzo Rocco, ora arrestato, avrebbero minacciato un tale Marco, Roberto Giuliani e Francesco Afilani, facendo esplodere anche una bomba carta, consegnando un capretto con in bocca un proiettile, e spingendo Giuliani in una piscina, tentando di costringere i tre a consegnare loro 200mila euro, un presunto credito vantato sempre da Giovatore. Per quello sconfinamento sul litorale romano sarebbe inoltre insorto un dissidio con gli Esposito, clan che, specifica lo stesso gip Balestrieri, in quel periodo operava nella zona e ugualmente legato a Senese, per cui alla fine a mettere pace sarebbe dovuto intervenire direttamente Domenico Di Giovanni. Tra le vittime compare poi un fantino di Aprilia, Alessandro Contino, minacciato per un debito e alla fine gambizzato a Roma, in via di Tor Pagnotta, dove il gruppo lo avrebbe bloccato dopo aver fatto un sopralluogo presso la sua abitazione a Campo di Carne. Restando infine in terra pontina, nell’inchiesta “Alba Tulipano” è stata ribadita la vicinanza a Senese di Carlo Zizzo, noto narcotrafficante di Fondi, ed è emerso anche che i Senese si concedevano vacanze di lusso a Ponza e cene presso il gettonatissimo ristorante romano “Assunta Madre” del terracinese Johnny Micalusi.
10/12/2020
























