Ubriaco e drogato aveva imboccato la Pontina contromano uccidendo un uomo. Con la patente sospesa e recidivo. Tanti gli elementi che hanno portato il giudice per l’udienza preliminare del Tribunale di Latina, Laura Matilde Campoli, a infliggere una condanna pesante, ben cinque anni di reclusione, per la tragedia della strada del 17 novembre 2013, quando ad Aprilia il 63enne Roberto Di Luzio, di Pomezia, si vide piombare addosso la Ford Fiesta di Roberto Polimadei, 30enne di Ardea, che lo travolse senza lasciargli scampo. Il giudice non ha concesso attenuanti a Polimadei, da sei mesi ai domiciliari a Roma, e disposto che i familiari della vittima vengano risarciti in sede civile. Il 30enne si era scontrato con quattro auto, ferito cinque persone e ucciso Di Luzio, che si stava recando ad Aprilia, alla guida di una Fiat 600, per andare a prendere un amico con cui andare a caccia. All’altezza di via del Tufello il dramma. Il 30 enne, difeso dall’avvocato Chiara Scanicchio, è finito imputato per omicidio colposo e la moglie, i figli e il fratello della vittima si sono costituiti parte civile, tramite l’avvocato Francesca De Luca dello studio Colosimo. Il pm Maria Eleonora Tortora ha chiesto una condanna a cinque anni e mezzo di reclusione e il giudice Campoli ha deciso per cinque. “Una sentenza che ci soddisfa”, hanno affermato i familiari del 63enne. “Questi processi sono l’unico deterrente per chi si mette alla guida dopo aver bevuto o assunto droghe”, ha aggiunto l’avvocato De Luca.
05/12/2014






















