L’altra sera intorno alle 22 i Carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile del locale Reparto Territoriale hanno tratto in arresto Massimo Truocchio, 31enne pregiudicato del luogo, per i reati di “maltrattamenti contro familiari e conviventi e danneggiamento”.
L’uomo è ritenuto responsabile di aver minacciato e maltrattato violentemente la moglie, non convivente, da diverso tempo.
L’ultimo episodio risale al giorno stesso quando, dopo aver frantumato con un pugno il cristallo del finestrino lato guida dell’auto della vittima, l’ha percossa ripetutamente fino a provocarle diverse lesioni sul viso. Il motivo? La donna giunta in ritardo all’appuntamento che aveva con il 31enne. L’arrestato è stato tradotto presso la Casa Circondariale di Latina.
Altri due i casi negli ultimi due mesi. Il 29 novembre scorso una ragazza italiana sposata con un 31enne tunisino, Ben Guedara Hassen, arrestato al termine dell’ennesima violenta lite con la giovane moglie, è stata segnata a vita con un calcio in pieno volto che le ha provocato una ferita che non si rimarginerà mai. Rimarrà marchiata con una cicatrice sulla guancia che le ricorderà sempre la violenza di cui è stata vittima. Il 25 ottobre un 25enne aveva aggredito genitori e sorella per ottenere denaro ed acquistare della droga.
Spirali inaudite di violenza che, nonostante le giornate dedicate all’eliminazione della violenza sulle donne, non si riescono ad arginare. E poco finora ha potuto il protocollo d’intesa tra Comuni, Asl e Forze dell’Ordine. Se le vittime non denunciano per tempo i compagni violenti, si rischia di non uscire mai da questo vortice.






















