L’ultimo episodio risale all’altro ieri in via dei Mille. In due, ben vestiti, si sono avvicinati a una donna che aveva appena parcheggiato l’auto e si stava recando dal medico. Uno l’ha distratta con la scusa delle chiavi, l’altro ha sottratto la borsa alla malcapitata. Nonostante la donna avesse intuito la truffa, non ha fatto in tempo a chiudere lo sportello della macchina e in un attimo il furto è stato fatto.
Di solito i luoghi di approccio preferiti sono i supermercati di Aprilia, meglio ancora se privi di telecamere esterne. Queste persone si avvicinano con una scusa alle donne che escono dai supermercati, meglio se con carrelli e buste, meglio ancora se pure con bambini. Una volta che l’ignara vittima ha aperto l’auto e sta caricando le buste nel cofano o attraverso gli sportelli posteriori, scatta la domanda trappola: signora, sono suoi questi occhiali da sole qui per terra? La donna automaticamente si avvicina, si distrae ed in quel momento il complice apre lo sportello dell’auto e ruba la borsa. La variante è quella delle chiavi smarrite: signora, è suo questo mazzo di chiavi sotto la macchina? La donna è una vittima perfetta perché presa da mille pensieri, la casa, i figli, la cena, il lavoro. La truffa va in porto in pochi secondi. Al momento di denunciare l’accaduto ai carabinieri, tuttavia, spesso non ricordano se siano state avvicinate da un uomo giovane o meno giovane, se biondo o con la barba, se a bordo di uno scooter, una moto o un’auto. Diventa difficile a quel punto procedere con le indagini.
E chissà quante non sono andate in porto o quante donne non hanno avuto il coraggio di denunciare, forse anche convinte che nulla cambierebbe. E invece cambia eccome: denunciare diventa importante per aiutare le Forze dell’Ordine ad incastrare questi malviventi, incrociando i vari elementi raccolti per ricostruire un profilo del truffatore e mettere in allerta le altre future potenziali vittime. Solo chi ha subito un tale furto può fare in modo che non accada più.























