Questa volta si tratta di un’ordinanza datata 12 dicembre 2014 del Consiglio di Stato, che respinge la richiesta del Comune di Pomezia di sospendere l’ordinanza cautelare del Tar Lazio e lo condanna al pagamento delle spese.
Con tale ordinanza il Tar dispose la sospensione cautelare dell’atto riemesso dalla Dirigente del Settore Personale senza tener conto della precedente pronuncia, tra l’altro passata in giudicato, che condannava l’Ente a modificare una graduatoria dei concorsi espletati nel 2012 e quindi ad assumere a tempo indeterminato una dipendente rispetto ad un’altra.
Oltretutto secondo quanto recentemente giudicato dal Tribunale del Lavoro di Velletri in merito ai vincitori del concorso per Agenti della Polizia Locale, per analogia, entrambe le lavoratrici avrebbero dovuto avere l’assunzione a tempo indeterminato.
“Sottolineiamo che anche in questa vicenda giudiziaria, come contro le sentenze di assunzione degli Agenti della Polizia Locale vincitori di concorso ma precari, il Comune ha deciso di rafforzare la propria difesa avvalendosi di un Avvocato esterno con parcelle non ancora note”, spiega il Diccap.
“L’amministrazione, sulle questioni dei dipendenti, continua a non provvedere alle disposizioni dei tribunali civili ed amministrativi continuando ad aprire nuovi processi per vedere respinte le proprie tesi. Poiché il Sindaco insiste nel chiedere la sospensiva anche sulle sentenze del Tribunale del Lavoro, lo invitiamo, ancora una volta, a riflettere sulla correttezza delle decisioni sinora assunte dal Settore Personale in merito alle mancate assunzioni dei concorsi espletati nel 2012, sia sull’opportunità delle azioni legali che vanno a gravare sulle già disastrate casse comunali, anche con l’aggiunta del pagamento di avvocati esterni, e di riflesso sui cittadini già tartassati dalle esose tasse locali”.






















