La Polizia di Stato della Questura di Latina, nelle prime ore di questa mattina ha eseguito 15 ordinanze di sgombero emesse dall’Agenzia Nazionale per l’Amministrazione e la Destinazione dei Beni Sequestrati e Confiscati alla Criminalità Organizzata nei confronti del capostipite e dei figli di uno dei clan criminali più conosciuti nel capoluogo pontino. L’operazione di oggi segue quella già effettuata il 21 novembre scorso, in cui si è provveduto alla notifica di una prima tranche di ordinanze nei confronti di Ciarelli Antonio e alla sua famiglia. Anche nelle ordinanze odierne viene comandato ai destinatari, su disposizione dell’ Agenzia Nazionale, di liberare, entro 30 giorni, 5 immobili indebitamente occupati dalla famiglia nomade, poiché facenti parte del compendio di beni ormai sottoposti da tempo a confisca definitiva. Nel contempo i poliziotti hanno consegnato nelle mani dei Ciarelli anche un’altra ordinanza in cui gli si ordina di pagare, entro 10 giorni dalla notifica, una somma che si aggira intorno ai 50 mila euro, per l’indebito utilizzo delle abitazioni. In altre parole tale famiglia dovrà pagare una sorta di indennità di occupazione per aver dimorato in quelle case sine titulo. Gli appartamenti interessati a questa nuova operazione sono quelli di via Andromeda, Via Monte Giove, Via Luna ,Via Dei Sabini, tutti a Latina, e in via Porticina a Norma. L’attività svolta segna la fine di un percorso, cominciato quattro anni or sono, con l’imponente operazione di polizia giudiziaria eseguita, nell’aprile del 2010, dalla Divisione Anticrimine, dalla Squadra Mobile e dal Servizio Centrale Operativo, che permise di sequestrare tutti i beni mobili e immobili riconducibili alla famiglia Ciarelli. Come si ricorderà, a seguito dei cruenti episodi delittuosi dei primi mesi del 2010 e, dopo l’arrivo degli agenti del Servizio Centrale Operativo della Direzione Centrale Anticrimine della Polizia di Stato, gli investigatori della Questura di Latina, Squadra Mobile e Divisione Anticrimine, portarono avanti una serie di indagini patrimoniali, con verifiche, accertamenti, sopralluoghi, finalizzati a scovare il patrimonio della famiglia Ciarelli, analizzandone altresì il profilo criminale. Tali investigazioni hanno quindi originato prima il sequestro e poi la confisca di tutti i beni del clan, sulla base di un impianto probatorio idoneo a ritenere sussistente la pericolosità dei soggetti in questione. All’epoca dei fatti venne operata una confisca su un compendio di beni mobili e immobili, conti correnti, depositi e altro per un valore di 6 milioni di euro. Questi immobili entrano a far parte del novero dei beni che, appena disponibili, potranno essere assegnati per fini istituzionali o trasferiti agli enti locali per finalità pubbliche.Quando tutte le incombenze formali termineranno si darà corso allo sgombero effettivo degli immobili indebitamente occupati con spese a carico dei responsabili.
29/12/2014




















