Nuova sconfitta per la Regione Lazio nel braccio di ferro ingaggiato con la Rida di Aprilia. Secondo l’Antimafia di Roma l’azienda pontina di recupero rifiuti è stata a lungo penalizzata dagli uffici regionali, al fine di favorire le aziende del gruppo Cerroni, vicenda oggetto del processo in corso nella capitale, denominato “Cerronopoli”. Ma anche quando alla Pisana hanno cercato di correre ai ripari il trattamento nei confronti della società di Fabio Altissimi non sarebbe stato dei migliori. Il Tar del Lazio ha così ora accolto il ricorso presentato dalla srl e si profila un aumento delle tariffe di accesso all’impianto, ma soprattutto diventa concreta la possibilità che la Regione sia costretta a pagare un forte risarcimento all’azienda di via Valcamonica.
La Rida si occupa del pretrattamento dei rifiuti, trasformandoli in combustibile e facendo finire in discarica solo gli scarti. Per la Dda, nonostante dal 2009 l’azienda di Aprilia sollecitasse la Regione a determinare la tariffa di accesso all’impianto, l’ente pubblico avrebbe perso tempo e lasciato a lungo solo una tariffa provvisoria, garantendo così gli affari di Manlio Cerroni, detto Il Supremo, e di Bruno Landi, che sarebbe stato il suo braccio destro, impegnati nel business delle discariche. Il 28 novembre dell’anno scorso, alla fine, dopo aver vinto anche un ricorso al Tar, la società di Altissimi l’ha spuntata e la Pisana ha determinato la spesa per conferire i rifiuti in via Valcamonica: 97,1 euro a tonnellata, mentre la tariffa provvisoria era di 82,7 euro. Secondo la srl, però, diversi sarebbero stati i costi non tenuti in considerazione nella determinazione della somma dovuta dai Comuni per smaltire la spazzatura nell’azienda apriliana, tanto che neppure il ritocco del 19 febbraio scorso, dopo gli arresti per “Cerronopoli”, sarebbe stato sufficiente. Ad accogliere la richiesta della società di Altissimi è stato così ora il Tar e la Regione ne dovrà tenere conto in futuro, quando si tratterà di rivedere la tariffa. Il Tribunale amministrativo ha inoltre bocciato la Pisana per non aver fatto luce sul troppo tempo trascorso dall’ordine di stabilire la tariffa definitiva e il relativo provvedimento, particolare importante per la srl al fine di un eventuale risarcimento. Vittoria dunque su tutta la linea per la società e condanna dell’ente retto da Zingaretti a pagare tremila euro di spese legali.
La Rida si occupa del pretrattamento dei rifiuti, trasformandoli in combustibile e facendo finire in discarica solo gli scarti. Per la Dda, nonostante dal 2009 l’azienda di Aprilia sollecitasse la Regione a determinare la tariffa di accesso all’impianto, l’ente pubblico avrebbe perso tempo e lasciato a lungo solo una tariffa provvisoria, garantendo così gli affari di Manlio Cerroni, detto Il Supremo, e di Bruno Landi, che sarebbe stato il suo braccio destro, impegnati nel business delle discariche. Il 28 novembre dell’anno scorso, alla fine, dopo aver vinto anche un ricorso al Tar, la società di Altissimi l’ha spuntata e la Pisana ha determinato la spesa per conferire i rifiuti in via Valcamonica: 97,1 euro a tonnellata, mentre la tariffa provvisoria era di 82,7 euro. Secondo la srl, però, diversi sarebbero stati i costi non tenuti in considerazione nella determinazione della somma dovuta dai Comuni per smaltire la spazzatura nell’azienda apriliana, tanto che neppure il ritocco del 19 febbraio scorso, dopo gli arresti per “Cerronopoli”, sarebbe stato sufficiente. Ad accogliere la richiesta della società di Altissimi è stato così ora il Tar e la Regione ne dovrà tenere conto in futuro, quando si tratterà di rivedere la tariffa. Il Tribunale amministrativo ha inoltre bocciato la Pisana per non aver fatto luce sul troppo tempo trascorso dall’ordine di stabilire la tariffa definitiva e il relativo provvedimento, particolare importante per la srl al fine di un eventuale risarcimento. Vittoria dunque su tutta la linea per la società e condanna dell’ente retto da Zingaretti a pagare tremila euro di spese legali.
31/12/2014






















