Al question time di questa mattina il consigliere Nicola Calandrini (Fdi), candidato sindaco sconfitto al ballottaggio dal civico Damiano Coletta, presentava una interrogazione per richiedere all’assessore Felice Costanti (attività produttive) chiarimenti in merito alla situazione. “Foceverde è un punto strategico, ma oggi è completamente inattivo. Eppure il Pua (Piano Utilizzazione Arenili) prevede questo spazio e chiediamo che il Comune attui questo piano per sanare una questione che è sospesa da molto tempo. Il porto di Rio Martino sarà forse pronto per l’estate ma non sarà sufficiente per sopperire alla domanda di ormeggi e transito. Chiediamo tempi certi perché ci sono delle famiglie che attendono. Gli strumenti ci sono, attuiamoli”. L’assessore Costanti non si è mostrato ostile a questa impostazione ed ha assicurato una pronta verifica degli atti e degli strumenti a disposizione della Giunta e del Comune per intervenire. E chissà se dopo anni di “consuetudine” dove Foceverde è stato usato non solo dai pescatori ma anche da manifestazioni sportive ufficiali, non possa finalmente e legittimamente assumere il suo ruolo di sbocco verso il mare, così come il destino sembra da tempo aver disposto già da secoli di attività.
Interrogazione al Question Time
Latina, un mare senza punti di approdo. La protesta di pescatori e diportisti
Non è una storia recente quella che lega Latina al suo mare, passando dal canale Mascarello. È una storia che precede i suoi protagonisti, quando ancora non c’erano fossi né bonifica. Ancora si vedono i resti dell’antica tratta tra terra e mare nelle vestigia del ponte di Passo Genovese, reperto da sempre abbandonato a se stesso. E poi la bonifica del ventennio aveva scelto quel punto come luogo di deflusso delle acque. Una consuetudine che persiste dal dopoguerra vuole che quell’area sia un porto naturale di carico e scarico, di sosta e ripartenza, ma anni fa è stato costruito un ponte che scavalca il canale da parte dell’ente Provincia. Quel ponte è stato poi ceduto al Comune, ma è cedevole, pericolante e a seguito di alcuni esposti si è deciso che non si può più transitare per il canale. Un ponte concepito per unire, quindi, ha di fatto diviso Latina dal suo mare, perché non esistono altri punti di approdo per il capoluogo, e così tutta un’economia che su quello sfogo esterno si era strutturata oggi rantola prossima alla morte. Non solo i pescatori, che per lasciare le loro barche ferme possono spendere oltre 150euro al giorno, senza contare il non pescato. Ma anche pescatori sportivi, i rimessaggi, i negozi di pesca che hanno lasciato i scatoloni invenduti di materiale e registrano perdite rispetto all’anno precedente di 50-70mila euro, meccanici e tecnici. Insomma, un mondo che gravitava intorno a quello sbocco sul mare che oggi soffoca.
23/02/2017
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