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Il Sindaco di Nettuno in Parlamento

Commissione d'inchiesta sulle attività illecite dei rifiuti l'audizione di Casto

Il Sindaco di Nettuno Angelo Casto, lo scorso primo agosto è stato ascoltato nella Commissione parlamentare di inchiesta sulle attività illecite connesse al ciclo dei rifiuti. Il primo cittadino ha chiesto di essere sentito in merito alla situazione dell'appalto rifiuti di Nettuno e alle problematioche legale all'Interdittiva antimafia, ed ha avanzato proposte per cambiare la legge che accompagna i percorsi di commissariamento. Quindi punta il dito contro la gestione ordinaria Ipi che, prima dell'arrivo del commissario avrebbe lasciato le casse a secco. Il sindaco sostiene senza mezzi termini che "Sostanzialmente, questi fanno sparire i soldi che erano in cassa nel cantiere di Nettuno". Poi ricostruisce intrecci di interdittive, manovre possibili (pressioni tramite i dipendenti per gli stipendi non pagati), cita anche Ecocar e il Comune di Anzio. Infine i membri della commissione chiedono chiarezza su Durc e pagamenti Equitalia in sospeso che hanno bloccato i pagamenti delle fatture del comune. Il sindaco fa riferimento alla necessità di cambiare in corsa il gestore e fa riferimento anche ai carichi pendenti del personale. Di seguito il testo integrale dell'Audizione del Sindaco Casto

 

 

La seduta comincia alle 9.35

Audizione del Sindaco di Nettuno, Angelo Casto.

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca l'audizione del sindaco di Nettuno, Angelo Casto, che ringrazio per la sua presenza.

L'audizione odierna, che è stata richiesta dall'interessato, si inserisce nell'ambito dell'approfondimento che la Commissione sta svolgendo sulle attività illecite connesse al ciclo dei rifiuti della regione Lazio.

Noi abbiamo fatto un lavoro abbastanza capillare che ha riguardato il tema del ciclo dei rifiuti di Roma. La capitale, ovviamente, ha una sua importanza. Abbiamo anche affrontato, però, una serie di situazioni che riguardano il Lazio, da Latina a Viterbo e Frosinone. Abbiamo fatto un monitoraggio ampio delle criticità più importanti relative al ciclo dei rifiuti della regione.

Ricordo che la Commissione si occupa di illeciti ambientali relativi al ciclo dei rifiuti, ma anche dei reati contro la pubblica amministrazione e dei reati associativi connessi al ciclo dei rifiuti, alle bonifiche e al ciclo della depurazione delle acque. Pag. 3

Avverto il nostro ospite che della presente audizione viene redatto un resoconto stenografico e che, facendone espressa e motivata richiesta, in particolare in presenza di fatti illeciti sui quali siano in corso indagini tuttora coperte da segreto, consentendo la Commissione, i lavori proseguiranno in seduta segreta, invitando comunque a rinviare eventuali interventi di natura riservata alla parte finale della seduta.

Cederei la parola al dottor Casto per lo svolgimento di una breve relazione introduttiva e perché ci delinei il quadro della situazione nel suo comune relativamente al tema del ciclo dei rifiuti. Le chiederemo di farci un breve quadro dei problemi che lei ritiene la Commissione possa fare un focus. Eventualmente, potrà esserle rivolta qualche domanda da parte dei colleghi.

ANGELO CASTO, sindaco di Nettuno. Ho chiesto quest'audizione per fare un focus su una situazione esperienziale che stiamo vivendo nella città di Nettuno. Farò un breve excursus, in maniera che si possa capire le eventuali problematiche che può affrontare un comune quando si trova davanti una società che gestisce i rifiuti interdetta per mafia.

A fine giugno del 2016, sono stato eletto sindaco di Nettuno. Dopo tre o quattro giorni, arriva il Consiglio di Stato con una conferma di interdittiva antimafia alla Ipi Srl, una società che fa riferimento al gruppo Deodati, con collegamenti a tale Antonio Nocera.

Facciamo immediatamente una richiesta alla prefettura di Roma, anche perché non ci è arrivata ufficialmente la sentenza nell'immediato, l'abbiamo recuperata noi attraverso la rete. Sulla base di questo, comunque, comunichiamo alla prefettura che abbiamo intenzione di procedere ai sensi dell'articolo 32, comma 10, del decreto legislativo n. 90 del 2014, ovverosia al commissariamento straordinario prefettizio. Non avevamo idea, dopo due giorni, di quali potessero essere gli scenari che si Pag. 4sarebbero profilati con azioni che non fossero quelli previsti appunto dall'articolo 32, comma 10.

Prima, il 28-29 giugno, poi il 2 luglio, inviamo alla prefettura di Roma, che ci ha chiesto delle integrazioni, una nota con la quale diciamo che vorremmo il commissariamento straordinario prefettizio per la gestione dell'appalto. La prefettura risponde l'11 agosto, cioè un mese e dieci giorni dopo, facendo il commissariamento straordinario prefettizio. Ovviamente, questo mese e dieci giorni hanno creato delle situazioni che adesso riferirò.

Troviamo la nota della prefettura con la quale viene nominato, il 12, il commissario straordinario, avvocato Mario Moriconi, peraltro già consulente del tribunale di Roma, che viene da noi, si presenta, e quindi si apre questo confronto, questa sinergia, questa forma di collaborazione con lui, e dunque con la prefettura.

Purtroppo, in questo mese e dieci giorni, dato che c'è un vulnus normativo sulla questione... Forse, è una delle motivazioni per le quali io mi trovo qui. Vorrei spiegare quello che è successo, in maniera che ci possa essere anche la possibilità di fare un intervento normativo in queste situazioni, che in alcuni casi sono assolutamente – lo vedremo andando avanti nella discussione – non confacenti a un intervento reale, concreto, penetrante dello Stato.

Dopo un mese e dieci giorni, lui viene, ma nel frattempo, dato che la norma non dice che i conti sono bloccati, quindi l'amministrazione della società è bloccata dal momento in cui c'è l'interdittiva, ma dal momento in cui c'è il commissariamento, peraltro in forma ridotta... La società, in questo caso l'Ipi, tra l'altro era commissariata anche a Catania in quel momento e aveva – l'abbiamo scoperto dopo – anche delle situazioni nella città di Rieti e da altre parti, che noi chiaramente Pag. 5 non conosciamo. Si muoveva abbastanza a largo raggio l'Ipi, che poi è collegata agli stessi personaggi dell'Ecocar, ma quella è un'altra parte della storia. Sostanzialmente, questi fanno sparire i soldi che erano in cassa nel cantiere di Nettuno.

Un commissariamento ai sensi dell'articolo 32, comma 10, del decreto legislativo n. 90 del 2014, non crea un commissariamento straordinario della società, per cui i poteri effettivi del commissario straordinario sono totali o quasi, come quelli di un amministratore giudiziario nel caso di sequestro e confisca.

Poi vorrei fare un breve inciso sull'articolo 50 del codice antimafia, del decreto legislativo del 2011. Lì potrebbe essere un'altra delle chiavi normative che potrebbero far superare una serie di problematiche. Sarebbe il pignoramento presso terzi.

Ci troviamo in questa condizione. Loro tolgono addirittura le fideiussioni. Sostanzialmente, in questo mese e dieci giorni ripuliscono il contenitore che avrebbe potuto garantire un esercizio sicuramente migliore dell'attività di commissariamento prefettizio.

Preoccupato, l'avvocato Mario Moriconi viene da noi e ci chiede se c'è la possibilità, ma d'altra parte non poteva essere diversamente, di fare i cosiddetti pagamenti a vista. Premesso che, lex specialis, il contratto prevedeva 90 giorni, non abbiamo potuto pagare a 90 giorni, perché avremmo creato una situazione per la quale il commissario prefettizio non avrebbe potuto gestire, quindi lo Stato avrebbe perso. Allora, abbiamo un po’ stretto la cinghia, con un bilancio che abbiamo trovato assolutamente distrutto, e abbiamo cominciato a pagare a vista.

Tra novembre e dicembre, nel momento di chiusura dell'esercizio finanziario, come in tutti i comuni, si devono rispettare una serie di paletti, per i quali noi non avremmo potuto pagare a vista in quel mese. Questo avrebbe comportato il non pagamento degli stipendi, ma qualcuno evidentemente lo sapeva, Pag. 6tanto che, guarda caso, nel giro di pochi giorni in città si è creato il caos, con l'immondizia che non veniva raccolta.

Io chiamai l'ASL, perché avevo predisposto, se entro tre o quattro giorni non si fosse aggiustata la questione, che fosse applicato un 194, e cioè l'ordinanza sindacale con la quale andavo ad affidamento diretto. In quel caso, non avrei potuto garantire i livelli occupazionali, perché l'articolo 194 dà libertà poi alla società che subentra.

In quel momento, riusciamo, attraverso altre situazioni che riguardavano il bilancio, a trovare una somma che potesse garantire il rateo mensile previsto dal contratto, 429 euro più l'IVA mensile.

Peraltro, è da ricordare – questo è importante – che nel 2012 l'appalto di questa società fu dato a questa ditta in una gara cui era stata la sola a partecipare, una gara da 50 milioni e oltre, per cinque anni. Questo è un pezzo che riguarda, però, anche un po’ il momento della gara, che peraltro fu fatta con il capitolato speciale d'appalto, dove non era prevista neanche la pesa. Io non capisco come possa succedere una cosa del genere, ma è successo. Era il 2012 e l'hanno fatto.

Andando avanti nel tempo, che cosa succede? Riusciamo a pagare questa fattura, si riequilibra tutto, ovviamente usciamo dalla fine dell'esercizio finanziario, e siamo in grado di continuare a pagare a vista, in maniera da sostenere il commissariamento prefettizio, quindi la gestione straordinaria del commissario Moriconi.

A un certo punto, a fine maggio, tenuto conto che avevamo già da tempo avviato le procedure per il nuovo bando – si calcoli che quest'appalto dell'Ipi scadeva il 31 luglio 2017, ieri – che trattavasi di un commissariamento prefettizio, che avevamo superato tutte le problematiche, e visto che eravamo riusciti a cominciare a risanare il bilancio, decidiamo di proseguire Pag. 7 con il commissariamento prefettizio. Il bando è uscito adesso, in questi giorni, bando europeo, che abbiamo mandato in Commissione europea, mentre l'altro, quello del 2012, non lo era per niente.

Che cosa succede? Esce il bando europeo a livello nazionale – è stato mandato in Commissione in settimana, quindi dovrebbe uscire sulla Gazzetta europea – e chiediamo la prima proroga tecnica, che è previsto si possa fare, all'esito della gara. Naturalmente, la gara ha i suoi tempi, i famosi 45 giorni più 45, quindi saremmo andati più o meno a novembre o dicembre, per cui entro quattro o cinque mesi, sei al massimo, si sarebbe verificata questa situazione di proroga con la società commissariata.

Tranquilli, il dirigente si predispone a pagare l'ultima fattura, l'11 luglio – gli stipendi vengono pagati dal 16-17 di ogni mese, quindi quattro o cinque giorni prima facciamo come comune il mandato di pagamento, in maniera che coi tempi tecnici i dipendenti possano prendere lo stipendio e continuare a lavorare – e non può: è bloccata dall'ex Equitalia, nuova Agenzia delle entrate-Riscossione. Chiaramente, ci troviamo in difficoltà.

Nel frattempo, il commissario prefettizio ci mandava lettere dicendo che, se non si fosse pagato – ma lo sapevamo – non avrebbe potuto sostenere la gestione, perché non c'erano soldi.

Allora, chiamo la prefettura e chiedo che cosa dovessimo fare in una situazione come quella. Avevamo i soldi, volevamo pagare, ma non potevamo per un blocco da parte di ex Equitalia, blocco che avviva a luglio, in piena estate, quindi col caldo e con le temperature alte, per cui si sarebbero creati sicuramente problemi di natura sanitaria e io sarei dovuto intervenire entro tre o quattro giorni al massimo nel caso in cui Pag. 8si fosse verificato lo stesso tipo di evento di novembre e dicembre.

LAURA PUPPATO. Scusi, ci può spiegare meglio la vicenda del blocco Equitalia? A me manca un passaggio.

Vorrei capire, dal punto di vista proprio dell'operatività dell'ex Ipi, che era stata interdetta, avete recuperato mezzi e personale, immagino attraverso il commissario, e attivato la continuità dell'esercizio.

Ora, mi mancano anche ulteriori elementi su cui le farò domande precise in relazione anche ai fondi che lei dice scomparsi nel frattempo, ma vorrei capire come mai la vicenda Equitalia, che evidentemente ricadeva su Ipi, si è riprodotta verso il nuovo ente, la nuova istituzione. Non dovrebbe essere, no? Ipi non ha continuato a esistere.

ANGELO CASTO, sindaco di Nettuno. È questo il problema. Il vulnus normativo di cui parlavo prima è proprio questo. Il commissariamento ai sensi dell'articolo 32, comma 10, non è la stessa cosa di un'amministrazione giudiziaria: ecco il vulnus normativo. Avevo fatto riferimento poco fa all'articolo 50 del codice antimafia, il quale parla del pignoramento presso terzi.

Il pignoramento presso terzi non è consentito nel caso di beni sequestrati o confiscati, che però sono sotto amministrazione giudiziaria. La norma, allora, dovrebbe essere arricchita dalla previsione, all'interno della stessa, quindi con una modifica, del commissariamento straordinario prefettizio ai sensi dell'articolo 32, comma 10, del decreto legislativo n. 90 del 2014. In questo modo, si aumentano i poteri del commissario straordinario.

Non è solo questo il pezzo. Andrebbe modificato anche il fatto che, quando si fa un articolo 32 – chiamiamolo così per comodità di eloquio – il commissario straordinario dovrebbe Pag. 9avere gli stessi poteri, cioè la società non può commissariare solo un cantiere. Poniamo che la Ipi abbia quattro cantieri aperti in varie città: per uno solo, perché un sindaco solo lo fa, chiede il commissariamento prefettizio. Altri non lo fanno, non lo sanno, non lo so. Comunque, può succedere. Questo è un altro punto importante.

Per il cantiere di Nettuno, nel caso specifico, il commissario prefettizio pagava tutto quello che doveva, anche i contributi INPS. Questo è un altro aspetto importante. A Rieti, invece, o da un'altra parte, questi contributi non venivano pagati. Il DURC diventa irregolare, ma lo diventa anche per il cantiere di Nettuno, nel caso specifico. Se poi voglio pagare come amministrazione il servizio reso, non lo posso fare; se lo faccio senza il DURC, che è irregolare, commetto reato. Si blocca la situazione, per cui c'è un controllo totale da parte delle società, tra l'altro interdette per mafia, che a parer mio, da amministratore... Io l'ho vissuto come un assolutissimo vulnus normativo che imbriglia lo Stato relativamente a quello che, invece, lo Stato deve difendere. Non so se sono stato...

A un certo punto, il dirigente va per pagare e non può. Dovrebbe fare il cosiddetto cassetto fiscale per vedere come mai c'è questo pignoramento, questo blocco. Invitiamo l'avvocato Moriconi a verificare. Come facciamo a pagare, infatti, se abbiamo questo blocco? Lui si muove per capire che cosa è successo; io chiamo la prefettura per vedere se ci dà una mano, e mi rispondono che ci pensi io, e ci ho pensato io.

Ho provato a contattare i vertici di Equitalia, ho spiegato la situazione e mi hanno parlato di una circolare che non conoscevo, ma che fortunatamente esisteva, la n. 29 del 2009, la quale prevede la possibilità di un'errata attivazione dell'articolo 48-bis. Che cos'è l'articolo 48-bis in materia finanziaria, in materia fiscale? È l'obbligo del dirigente, dell'ente locale, o Pag. 10comunque dell'ente pubblico, di schiacciare il pulsante per capire se si può pagare o meno, se si hanno debiti con l'erario o meno. Questo ce li aveva.

Attraverso Moriconi scopriamo poi che i debiti ammontano a 4 milioni e oltre, una società tra l'altro interdetta, quindi era impossibile. Si era creata una situazione tale di incertezza, che adesso dirò cosa abbiamo fatto per superare. Se, però, avessimo avuto una normativa... probabilmente sarebbe stato meglio.

Viene attivato quest'articolo 48-bis e noi non possiamo pagare. Il DURC era irregolare e c'erano le cartelle. Con l'ex Equitalia, con il dottor Sabatini Scalmati, il responsabile del Lazio – ci confrontiamo prima ancora con la direzione generale, che poi mi ha passato a questo dirigente regionale – verifichiamo questa circolare, che consente, nel caso di servizi essenziali, di non attivare l'articolo 48-bis. È, però, una norma molto sul filo del rasoio. Non è una norma che dice che si può fare o che non si può fare, come l'articolo 50 del codice antimafia, che è chiaro.

Ecco perché, se fosse inserito nell'articolo 50 del codice antimafia anche l'articolo 32 relativamente ai beni sottoposti a commissariamento prefettizio, ai servizi, magari non tutti, ma sicuramente quelli essenziali, come il servizio della raccolta rifiuti, destinato alla salvaguardia del bene della salute pubblica, sicuramente sarebbe un vantaggio per tutti gli amministratori prefettizi delle varie situazioni che ci saranno in Italia basati su questa normativa.

Viene fatta questa verifica con l'ex Equitalia, e loro ci dicono che, per quanto riguarda la cartella, possiamo procedere al pagamento, ma noi non potevamo perché c'era anche la questione del DURC. L'avvocato Moriconi, il commissario prefettizio, ci ha detto, ma non possiamo entrare nel merito della loro gestione – quella è gestione prefettizia, possiamo chiedere, e Pag. 11infatti chiediamo, e aiutiamo anche – che dall'11 al 24 luglio non viene ancora rilasciato il DURC. Nonostante, quindi, avessimo la possibilità di pagare perché avevamo risolto la questione attraverso la circolare del MEF, non potevamo comunque pagare perché c'era il DURC.

Ora, perché è importante la questione del DURC? Torniamo a quello che abbiamo detto prima. Se una società è interdetta e un cantiere è commissariato, mentre altri no, la società, «per fare dispetto», potrebbe assumere 10 persone nello stesso istante e non pagare loro i contributi il mese dopo. Di fatto, ha creato una situazione in cui il DURC è irregolare per tutti.

In questo modo, chi controlla, la società interdetta o lo Stato? È chiaro che controlla la società interdetta. Il motivo principale della mia presenza qui è anche questo, portare quest'esperienza che abbiamo affrontato in tutte le sue sfaccettature.

I personaggi che stanno dietro la Ipi sono noti: ci sono i Deodati, c'è Nocera, ci sono vari soggetti comunque collegati, anche attraverso il comune di Anzio... Poi credo che non sia una questione semplicemente della zona del Lazio, visto che la Ipi aveva un appalto a Catania, tra l'altro grosso. Sostanzialmente, si verifica questo.

Che cosa facciamo? Una volta che abbiamo verificato che effettivamente si era creato un elevatissimo grado di incertezza, in maniera anche coraggiosa – voglio affermarlo con chiarezza – visto che la scadenza dell'appalto naturale era il 31 luglio, cioè ieri, decidiamo di fare una delibera di giunta, con la quale diamo incarico al dirigente di trovare una ditta ponte, per un affidamento ponte in attesa che si verifichi che si sviluppino tutte le procedure del bando europeo che abbiamo già messo in piedi. Comunque, infatti, il servizio va garantito, e in quella Pag. 12condizione era impossibile farlo. C'era l'interruzione del pubblico servizio.

Se oggi non avessimo avuto la nuova società, si sarebbe creato un problema non solo a noi, come comune, ma anche alla prefettura, cioè allo Stato, quello dell'interruzione del pubblico servizio, tanto che il prefetto mi ha chiamato otto o dieci giorni fa perché gli dicessi con certezza se riuscivamo per il 1° agosto. Noi abbiamo fatto i salti mortali e siamo riusciti a fare questa cosa nonostante la continua pressione da parte di alcuni lavoratori, che ieri hanno anche scritto che sarebbero venuti.

Ieri abbiamo fatto un consiglio comunale. Hanno scritto su Facebook e hanno dato adunanza dentro il consiglio comunale con la scusa che la nuova società avrebbe licenziato. A mettere in ginocchio un comune, una realtà locale, qualunque essa sia, con una società dei rifiuti, peraltro in questo caso interdetta per mafia, non ci vuole molto. Basta che i lavoratori facciano ogni settimana due ore di assemblea sindacale, e si creano le condizioni per quello che di fatto è un condizionamento dell'attività...

STEFANO VIGNAROLI. Queste pressioni dei lavoratori sono per mantenere il posto di lavoro o per altro?

ANGELO CASTO, sindaco di Nettuno. È chiaro che formalmente non possono essere che per quello. Non vengono a dire che stanno facendo pressione per questo o per quest'altro. Fanno pressione dicendo che perderanno il posto di lavoro, cosa peraltro non vera.

La mattina, quando ho visto questi post, a parte chiamare l'autorità di pubblica sicurezza, che ha chiamato anche l'Arma dei carabinieri, per metterli allerta su quella possibilità, poi ho chiamato la società e ho chiesto delle loro intenzioni reali. Per Pag. 13questa società, anche se si trattava di un affidamento diretto, abbiamo fatto comunque una specie di mini gara.

PRESIDENTE. Come si chiama la società che ha vinto?

ANGELO CASTO, sindaco di Nettuno. Si chiama Tecneco Srl.

PRESIDENTE. Questi fanno lavorare gli operai della...

ANGELO CASTO, sindaco di Nettuno. Sì, hanno assunto già ieri, quindi hanno mantenuto i livelli occupazionali, naturalmente nei limiti del contratto, ma loro hanno, e onestamente concordo, una sorta di codice etico interno alla società, in base al quale verificano anche eventuali situazioni da codice penale, se ci sono carichi pendenti, per quali motivi eventualmente li hanno e situazioni simili. Il rischio, in questo settore, è che qualcuno di questi lavoratori possa avere qualcosa in questo senso.

Loro lo hanno già fatto – mi ero informato – a Guidonia Montecelio. Sono di Avezzano, come società, sono inseriti nella white list della prefettura di L'Aquila. In teoria, sono già monitorati, comunque passati al vaglio di una prefettura.

Il direttore, il capo della Tecneco, mi raccontava che hanno avuto dei problemi quando a Guidonia Montecelio hanno partecipato a una gara d'appalto, e hanno vinto, ma dopo qualche giorno hanno bruciato loro i mezzi. Questo ha fatto sì che si mettessero anche nella condizione di avere più servizi, anche con delle società di vigilanza, con guardie giurate armate.

Tra l'altro, io ho una visione di questi aspetti anche più approfondita, perché sono sindaco del comune di Nettuno, ma ho esperienza di Polizia, in quanto nella vita sono un vicequestore alla Polizia di Stato. Capisco tutti i passaggi che possono avvenire in queste situazioni. Pag. 14

C'è poi un episodio un po’ particolare, ma voglio parlarne, perché è un episodio che non ho capito.

Quando era tutto a posto, dopo che abbiamo fatto la proroga tecnica, poco più di un mese e mezzo fa, quando era tutto lineare, e il mare era Ore 10: calma piatta, dopo qualche giorno l'avvocato Moriconi manda 4-500 lettere di richiamo ai dipendenti dell'Ipi. Perché di richiamo? Questi andavano con i loro mezzi – era montato il GPS, quindi l'hanno rilevato dal GPS – a 52 all'ora, 53 all'ora, anche 54. L'ho voluto dire perché per me è un fatto curioso.

In una situazione di calma, sono state mandate 4-500 lettere di richiamo ai lavoratori perché andavano a 52 all'ora, o a 53 anziché a 50, limite previsto in città per tutti. Mi pare che anche nell'autovelox della stradale ci sia una tolleranza di 5 chilometri orari, da 50 a 55, mentre in questo caso non c'è stata questa tolleranza e questi hanno ricevuto le lettere di richiamo.

È chiaro che si è creata confusione, perché questi hanno cominciato ad aprire una procedura di raffreddamento sindacale, in un momento in cui c'era la calma totale. Subito dopo, si è verificata la questione dell'Equitalia.

Ora, io non voglio connettere le questioni, ovviamente, ma in maniera molto notarile devo far presente una cadenza di episodi che potrebbero essere messi uno appresso all'altro e magari avere un senso più compiuto se si entra più nello specifico.

LAURA PUPPATO. Ci faccia avere una copia di queste lettere inviate.

Se il senso è semplicemente quello di avvertire di non superare il limite, mi sembra del tutto legittimo, logico e di buon senso, perché un'azienda poi deve pagare le contravvenzioni.

Pag. 15

ANGELO CASTO, sindaco di Nettuno. Sì, ma non a 52 all'ora.

LAURA PUPPATO. È banale, ma il superamento in sé...

ANGELO CASTO, sindaco di Nettuno. Per carità.

PRESIDENTE. Finiamo con l'esposizione, poi passiamo alle domande, perché sono già le 10.

ANGELO CASTO, sindaco di Nettuno. Questo è un piccolo particolare che io non ho compreso... «La signoria vostra ha superato i 50 chilometri orari», perché andava a 52, a 53. Effettivamente, è legittimo fare un richiamo perché, invece che a 50 all'ora, si va a 52 chilometri all'ora. Ovviamente, di contro questo crea una situazione di fibrillazione, ma questo è anche naturale.

Io penso di aver concluso.

PRESIDENTE. Do ora la parola agli onorevoli colleghi che intendano intervenire per porre quesiti o formulare osservazioni.

STEFANO VIGNAROLI. L'Ipi opera anche in altri comuni e in altre realtà: alle altre realtà che richiamava, se non sbaglio Rieti, Gaeta – dov'era? – Equitalia ha mandato la stesse disposizioni? Hanno vissuto le stesse problematiche anche gli altri comuni che avevano affidato la gestione di servizi alla Ipi?

ANGELO CASTO, sindaco di Nettuno. Non lo so. A me non risulta, ma può darsi che sia successo. Io non sono in grado di poterlo affermare. So solo che, dalle cartelle – il commissario Moriconi ha fatto il cassetto fiscale, ci ha mandato la copia delle cartelle, quindi formalmente ce l'abbiamo da parte del commissario prefettizio – abbiamo avuto la prova di quanto sia alto Pag. 16il livello di indebitamento, magari una parte dovuta a Roma, ma una parte dovuta a Catania o anche a Rieti. Ci sono queste situazioni non «anomale», perché sono previste, ma l'anomalia c'è nel senso che non esiste una norma che non consenta che accada questo.

STEFANO VIGNAROLI. Ho un'ultima questione, che forse mi è sfuggita.

Secondo il codice etico della Tecneco, del controllo sui lavoratori si sa già? È andato a buon fine o ancora lo stanno facendo?

ANGELO CASTO, sindaco di Nettuno. La società ha 70 dipendenti a tempo indeterminato. Lì la normativa è chiara. Quei 70 al momento sono stati assunti tutti per il mantenimento. La normativa parla di obbligatorietà del mantenimento dei livelli occupazionali, e quindi sono stati presi tutti.

In più, 35 sono quelli a tempo determinato, i cosiddetti stagionali. Calcolate che Nettuno, essendo un comune rivierasco, nel periodo estivo passa da 50.000 e oltre a circa 100.000, quindi raddoppia come realtà. In questo momento specifico, cioè tra luglio e agosto, anche il livello di guardia, soprattutto in temi come quello del mantenimento della salute pubblica...

PRESIDENTE. Io vorrei chiedere un paio di cose. Quanti dipendenti ha l'Ipi? Quanta gente è del posto, di questi dipendenti?

Non sono realtà da milioni di abitanti: al di là dell'interdittiva antimafia, che se non ricordo male è stata ricevuta per l'attività dell'Ipi giù a Catania, visto che lei è di Nettuno, sa, ha notato, ha conoscenze che ci siano sono anche situazioni all'interno di dipendenti, di gente con precedenti penali importanti, o comunque che possa essere riconducibile a organizzazioni di stampo mafioso?

Pag. 17

ANGELO CASTO, sindaco di Nettuno. Non sono in grado di dire... Chiaramente, non posso fare lo SDI a queste persone, ma come vox populi, che però ripeto che rimane tale, so che alcuni hanno sicuramente dei precedenti penali, mi pare anche qualcuno con rapina a mano armata. Non lo posso dire con certezza, però, perché non posso fare né il casellario, né i carichi né...

PRESIDENTE. La stragrande maggioranza dei dipendenti Ipi è gente del posto?

ANGELO CASTO, sindaco di Nettuno. Sì.

PRESIDENTE. Della zona di Nettuno, Anzio...

ANGELO CASTO, sindaco di Nettuno. Sì, sono tutti tra Nettuno e Anzio. Ad Anzio c'è adesso la Camassa ambiente, un'altra società pure quella interdetta. In questo momento, so che hanno dei grossi problemi anche ad Anzio coi lavoratori, che non percepiscono lo stipendio o qualcosa del genere. L'ho visto sui giornali.

LAURA PUPPATO. Se posso, vorrei fare una precisazione. Lei ha detto esattamente questo, prima: i soci, approfittando di quel lasso di 40 giorni tra il momento in cui lei ha fatto richiesta alla prefettura di procedere con l'interdittiva, escludendoli, a quello in cui effettivamente è intervenuta la prefettura con l'esclusione, lei dice che fanno sparire i fondi nella cassa del cantiere di Nettuno, tolgono le fideiussioni e ripuliscono il contenitore.

Mi potrebbe tradurre questi concetti, che risultano abbastanza poco comprensibili dal punto di vista... Le fideiussioni, per esempio, non si possono togliere senza una delibera, come Pag. 18lei ben sa, da parte del beneficiario. Le fideiussioni non sono del contraente, ma del beneficiario. Vorrei capire...

ANGELO CASTO, sindaco di Nettuno. Hanno tolto la firma. Di fatto, le hanno tolte.

È corretto quello che lei dice, perché non si può togliere la fideiussione sic et simpliciter, però se tolgo la firma, quindi non firmo quello che tu mi dici... Tu sei entrato come socio insieme a me, ma sei la parte Stato... Il commissario prefettizio... La società è rimasta la stessa, e infatti la partita IVA è la stessa. Se fosse stata una partita IVA diversa, e questo è un altro dei punti che si dovrebbe...

Nel commissariamento prefettizio si dovrebbe prevedere la possibilità di istituire un capitolo speciale all'interno della prefettura di riferimento, al quale si possa abbinare una nuova partita IVA, in modo da...

LAURA PUPPATO. Questo mi è chiaro. Lei, anche giustamente, ha lamentato questi 40 giorni...

ANGELO CASTO, sindaco di Nettuno. Non ho lamentato.

LAURA PUPPATO. Ha evidenziato questo lasso di tempo, che obiettivamente concede a coloro che sono in una posizione che si profila critica pro futuro di togliere di mezzo tutto quello che è possibile.

ANGELO CASTO, sindaco di Nettuno. L'avrebbero fatto forse anche in dieci giorni.

LAURA PUPPATO. Chiarissima, l'obiezione. Quello che vorrei capire è: i fondi che sono stati distolti da questo, che lei chiama cantiere, di Nettuno...

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ANGELO CASTO, sindaco di Nettuno. Cantiere si chiama. Tecnicamente, lo chiamano...

LAURA PUPPATO. Siccome voi pagavate a 90 giorni, vorrei capire un attimo di che cosa si tratta.

ANGELO CASTO, sindaco di Nettuno. C'erano all'interno di questo conto, meglio lo può dire l'avvocato Moriconi, ma abbiamo comunque le carte, perché lui mandava sempre tutto alla prefettura. Mi riservo, per essere più dettagliato, di fare una relazione scritta, con gli allegati, in modo che si possa vedere esattamente quali sono le somme, non sono in grado di dire se 400 o 500. Ho parlato poco fa col vicesindaco e gliel'ho chiesto, ma mi ha risposto che non ricorda, 500-600, ma erano cifre considerevoli, non erano 10.000 euro quelli che sono stati tolti, erano cifre che superavano...

LAURA PUPPATO. Era il conto corrente dell'azienda relativo al contro corrente dell'attività di quello che voi chiamate cantiere svolta per il comune di Nettuno. La liquidità di cassa.

ANGELO CASTO, sindaco di Nettuno. Esatto. Lui ha aperto poi il conto corrente, e infatti i soldi del comune, la fattura, il mandato di pagamento non andava più... In quel mese e dieci giorni, è dovuto andare per forza là.

LAURA PUPPATO. Chiaro.

ANGELO CASTO, sindaco di Nettuno. Perché non c'era una norma che dicesse sì e no. Se era un sequestro giudiziario, allora lì sì, il comune dice «io non ti pago», ma se...

LAURA PUPPATO. Ha chiarito il problema. Se può anche documentare, la ringrazio, perché così abbiamo ulteriore chiarezza.

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ANGELO CASTO, sindaco di Nettuno. Assolutamente. Siccome non è poco, sono un sacco di carte... Mi piace essere preciso, quindi farò una relazione tecnica. Datemi il tempo, naturalmente.

PRESIDENTE. Certo. Abbiamo colto tutte le segnalazioni. Adesso, ragioneremo magari su quale tipo di eventuale approfondimento fare relativamente all'avvocato Moriconi e agli altri attori di questa vicenda. Se poi riesce a consegnarci la relazione tecnica che ci ha detto, ci consentirà di fare gli approfondimenti che possiamo. Ringrazio il nostro ospite e dichiaro conclusa l'audizione.

La seduta termina alle 10.30.



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