Effettuato uno scavo per verificare la presenza di una falda freatica, scoperta la stessa a una profondità di 7-8 metri, la Parkroi aveva specificato che il progetto andava rivisto e che sarebbero aumentati i costi. Il Comune, all’epoca retto dal sindaco Alessio Chiavetta, del Pd, aveva analizzato la situazione e alla fine dato l’ok, il 17 aprile 2014, al progetto. Restava però il problema del Pef, il piano economico e finanziario, e nel 2015 lo stesso Comune, mentre in piazzale Berlinguer restava un enorme cratere e i disagi nella zona erano notevolissimi, aveva sostenuto che non si poteva andare avanti con l’opera pubblica. Ne era nato un braccio di ferro con la Parkroi, che il 30 maggio scorso ha fatto causa all’ente locale, chiedendo un risarcimento di sei milioni di euro. Insediatosi a palazzo il sindaco pentastellato Angelo Casto, l’intera vicenda è stata rivista e il primo cittadino ha iniziato a battere soprattutto sulla mancata asseverazione del Pef da parte di Unicredit. Tra accuse di falso e indagini della Guardia di finanza, con la Corte dei Conti che ha indagato imprenditori e due dirigenti comunali, ipotizzando un danno erariale di 223mila euro, a ottobre il Comune ha annullato tutti gli atti con cui era stata aggiudicata la gara alla Parkroi. Provvedimenti impugnati dalla società, ma ora avallati dal Tar. Per i giudici l’Amministrazione, in una situazione del genere, ben ha potuto “esercitare il potere di autotutela alla stessa conferito dalla legge pur in carenza dell’emissione di una sentenza passata in giudicato”. E avallate pure le motivazioni alla base del provvedimento, specificando che vi è stata una “adeguata esposizione dell’interesse pubblico all’annullamento” degli atti a favore della Parkroi.


















