Secondo Italia Nostra, per eliminare il nulla osta sarebbe stato necessario, anzi indispensabile, il voto del Consiglio regionale. Almeno questa, lo ripetiamo, è la tesi sostenuta in un comunicato stampa di Italia Nostra a doppia firma, giunto in redazione, e che pubblichiamo per intero qui di seguito.
Le parole di Italia Nostra
“Dal 30 ottobre – si legge in un comunicato di Italia Nostra, firmato da Enrico del Vescovo e Franco Medici – non è più necessario il Nulla Osta del Parco dei Castelli Romani per lavori edilizi interni Il parco dei Castelli Romani ha comunicato che dal 30 ottobre sono state modificate le procedure per il rilascio dei Nulla Osta per opere interne. Il commento che arriva dall’Ente è di soddisfazione, perché “si liberano Comuni e tecnici da un procedimento che comportava un aggravio di lavoro non necessario, in quanto le opere interne non modificano l’aspetto esteriore dei luoghi”.
Ma è proprio così?
In genere un adempimento in meno da assolvere è una buona notizia, insieme alla rimodulazione dei diritti di segreteria, che significa anche un risparmio per le procedure amministrative. Ma è proprio così? Analizziamo qualche aspetto importante. Il Parco del Castelli Romani ha messo a punto il procedimento, definito nel decreto del Commissario straordinario n. 5 del 19 ottobre 2023. La modifica del rilascio dei nulla osta si basa su una integrazione all’articolo 28 della legge della Regione Lazio n. 29 del 1997. Integrazione che risale al 2018.
La legge del Lazio del 1997
Le procedure per il rilascio dei nulla osta sono codificate da una legge regionale (n. 29 del 1997, che discende dalla legge quadro sulle aree protette n. 394 del 1991) e l’integrazione citata nel decreto del Commissario Straordinario (comma I bis dell’art. 28) non pare modificarle. Del resto se le procedure fossero state modificate, non ci sarebbe stata la necessità di emanare uno specifico decreto e le procedure sarebbe cambiate, per tutti i parchi, dal 2018, anno della presunta modifica della legge in questo senso.
Un decreto commissariale può superare la legge?
E soprattutto, come è possibile che un decreto di un Commissario Straordinario possa superare una legge?
Appare evidente che non si è tenuto in alcun conto la gerarchia delle fonti giuridiche, che in buona sostanza prevede che per modificare una legge occorre un atto almeno dello stesso livello (e non inferiore). Quindi sarebbe stato necessario almeno la modifica della legge quadro della Regione Lazio n. 29 / 1997.
E gli impatti ambientali e l’indotto urbanistico?
Accantonando per un attimo le motivazioni sovraesposte, la cui linearità logica appare stringente, e riferendoci al decreto del Commissario Straordinario, gli interventi per cui non sarà più necessario richiedere il nulla osta sono le opere interne, in quanto, si dice, “non modificano in alcun modo l’aspetto esteriore dei luoghi”. Ma se per esempio ricavo più appartamenti da uno più grande, non avrò modifiche esterne, ma certamente cambiano gli impatti ambientali e l’ indotto urbanistico. Ciò non dovrebbe essere di interesse di un parco?
Rischio illegittimità
Infine, seguendo il criterio di snellimento del decreto del parco, le modifiche apportate senza nulla osta potrebbero risultare illegittime. Il rischio è che possano sorgere contenziosi che penalizzino chi ha operato seguendo le indicazioni del decreto, più che seguire i dispositivi di legge. Perché mettere i cittadini in queste condizioni? La nostra logica ci suggerisce che snellimenti e semplificazioni si possano fare, certo, ma seguendo quanto prescrive la legge. Quindi invitiamo gli organi del parco a proporre una modifica della legge regionale che regola questi aspetti: il Consiglio Regionale del Lazio, di certo, non avrà difficoltà a recepire una richiesta di modifica della legge. Firmato Franco Medici ed Enrico del Vescovo”.
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